Ubuntu Spyware: cosa si può fare?

Il Software Libero è una questione di libertà, non di prezzo. La libertà è quella che ha l’utente nell’eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Risulta evidente quindi che la comunità del software libero fa sì che gli utenti siano tutelati e protetti in vari modi e possano disporre di qualcosa di assolutamente libero e incontaminato.

Ci sono a volte “scivoloni” anche nel mondo del software libero e nel corso dello sviluppo di un progetto succede che ci siano ripensamentile “filosofici” con la riscrittura di alcune regole fondamentali. Parliamo di Ubuntu GNU/Linux, che è diventato un esempio da non seguire per la comunità del software libero.

Ubuntu, come ben evidenzia Richard Stallman nell’articolo che segnalo più avanti, utilizza le informazioni degli utenti (ricerche che vengono effettuate sui bisogni o sugli interessi del momento) per tentare di convincere lo stesso utente a comprare su Amazon.

Amazon commette molti errori (vedi http://stallman.org/amazon.html). Canonical promuovendo Amazon ne commette di più gravi. Ma questo è solo la minima parte del problema. Il problema principale è lo spionaggio che fa Canonical ed il male è che Canonical raccoglie i dati personali degli utenti, per chi sa quale scopo.

Ci sono ovviamente i fork, che sono versioni modificate della distribuzione Ubuntu, che non hanno al suo interno software che spia o comunque dannoso per l’utente. Oggi, molte distribuzioni GNU/Linux sono versioni modificate di Ubuntu. È vero che Ubuntu permette agli utenti che vogliono farlo di isolare il software dannoso, ma è anche vero che Canonical gioca sul fatto che forse la maggior parte degli utenti lascerà le impostazioni di default che trova a fine installazione, anche perchè difficilmente viene in mente di prendere i provvedimenti del caso. La possibilità di scelta in definitiva non esclude le pessime intenzioni originarie di Canonical, ma al contrario, le avalla.

Rimando all’articolo completo, scritto da Richard Stallman:

http://www.fsf.org/blogs/rms/ubuntu-spyware-what-to-do

Vediamo nel dettaglio quanto affermato sopra da Stallman (con particolare riferimento a Ubuntu 12.10):
Canonical utilizza la cosiddetta funzionalità di home-phoning. L’utente effettua una ricerca in locale sulle cose memorizzate nel suo computer dove è installata la distribuzione di Ubuntu. La stringa di ricerca viene inviata su un server di Canonical. Perchè? Secondo Richard Stallman Ubuntu sfrutta queste informazioni per restituire all’utente messaggi pubblicitari in favore di vari prodotti che potrebbe essere possibile acquistare su Amazon.

In qualche modo la scelta di Canonical potrebbe essere giustificata dal fatto che le spese da sostenere per Ubuntu sono enormi, non dimentichiamoci che Canonical non è una semplice comunità di volontari e appassionati come è facile trovarne nel mondo GNU/Linux. In casa Canonical 2+2 deve fare sempre 4, non ci sono mezze vie “io do e però devo ricevere, altrimenti non posso più dare…”.

Resta il fatto che le preferenze e i dati degli utenti vengono tracciati, per Amazon (Stallman è sicuro di questo) e chissà per quali altre cose.

Il problema si può risolvere?

Sì, come scritto all’inizio ci sono vari modi per isolare il software “dannoso”:

  • un modo è quello di non utilizzare Unity e sostituirlo per esempio con Gnome o altro;
  • un altro modo è quello di configurare opportunamente la sezione “privacy”: impostazione di sistema –> privacy –> e impostare a off l’interruttore della scheda dei risultati delle ricerche, a off l’interruttore registra attività, eliminare tutta la cronologia nella scheda elementi recenti, nella scheda file selezionare non registrare attività per almeno email, video, testo, immagini, sbloccare la scheda diagnostica e successivamente deselezionare la casella inviare segnalazioni di errore a Canonical;
  • si può inoltre, disinstallare lens-shopping: da terminale:
            $ sudo apt-get remove unity-lens-shopping
    oppure con il Software Center o con Synaptic Package Manager (che va installato perchè non è di default su Ubuntu), il software si chiama unity-lens-shopping.

Altri riferimenti per approfondire:

Su Rodolfo Giometti

Ingegnere informatico libero professionista ed esperto GNU/Linux offre supporto per: - device drivers; - sistemi embedded; - sviluppo applicazioni industriali per controllo automatico e monitoraggio remoto; - corsi di formazione dedicati. Manutentore del progetto LinuxPPS (il sottosistema Pulse Per Second di Linux) contribuisce attivamente allo sviluppo del kernel Linux con diverse patch riguardanti varie applicazioni del kernel e dispositivi (switch, fisici di rete, RTC, USB, I2C, network, ecc.). Nei 15+ anni di esperienza su Linux ha lavorato con le piattaforme x86, ARM, MIPS & PowerPC.

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