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Gestione aziendale con OpenERP

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All’interno del TecnoWorkshop Firenze2012 presenterò un talk tecnico/pratico dal titolo «Gestione aziendale con OpenERP».

Generare un file da 10GB in 2 millisecondi!

Chi ha a che fare con le macchine virtuali o deve generare delle immagini di file per poi usarle come dischi virtuali si sarà trovato spesso a generare file vuoti molto grandi.

Ad esempio per generare un file da 10GB può usare il comando:

$ time dd if=/dev/zero of=file.bin bs=1M count=10240

La sua esecuzione però, almeno sul mio sistema, è di ben 2 minuti e 46 secondi!!!

$ time dd if=/dev/zero of=file.bin bs=1M count=10240
10240+0 records in
10240+0 records out
10737418240 bytes (11 GB) copied, 159.831 s, 67.2 MB/s
real    2m46.696s

user    0m0.000s
sys    0m12.345s

C’è un modo però per fare la stessa cosa in circa 2 millisecondi…

V-CON 2011: a novembre la seconda edizione

virtualization conference 2011 logo

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Riporto di seguitoil comunicato stampa del Virtualization Conference 2001 (la Conferenza Italiana sulla Virtualizzazione) che si terràall’Enterprise Hotel di Milano, il 16 e il 17 novembre 2011.

Milano 5 ottobre – Dopo il successo del 2009, EventHandler, società che gestisce e progetta eventi di formazione in ambito informatico, annuncia che l’edizione 2011 della Virtualization Conference si terrà con un nuovo format dal 16 al 17 novembre.

Il programma di quest’anno prevede una full immersion di approfondimenti tecnologici ed esempi pratici: in una sola location (l’Enterprise Hotel di Milano) sono previste più di 30 sessioni di formazione e best practice sul funzionamento di Hyper-V e sulla realizzazione di Virtual Desktop Infrastructure (VDI) per la virtualizzazione di ambienti Client, sia in scenari semplici che con architetture di virtualizzazione in Alta Affidabilità.

Perché cross compilare quando si può compilare nativamente?

Lavorando con architetture diverse mi trovo spesso a dover utilzzare uno stesso pacchetto software su più piattaforme, nulla di speciale se si usano distribuzioni che lo supportano, ma la cosa diventa complicata se la distribuzione che abbiano non lo fa!

Molto spesso i sistemi embedded che si trovano in commercio vengono venduti con distribuzioni ad hoc (cioè ritagliate per l’hardware) le quali però non sempre supportano tutto il software che ci serve. In questo caso, quello che si può fare, è provare a cross compilare il software che ci serve per la nostra architettura; cosa però irta di difficoltà!

Questo perché le toolchain che ci vengono fornite sono spesso incomplete e, se anche non lo fossero, molto spesso succede che il pacchetto software che ci serve non è pensato per essere cross compilato. Tutti questi fattori rendono, alle volte, quasi impossibile la cross compilazione.

Ecco perché suggerisco ai miei clienti di abbandonare questa strada e di compilare nativamente; vediamo come e quali problematiche comporta.

Virtualizzazione di Windows XP o altri SO su Ubuntu con Qemu

qemu logo

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I pc odierni sono sempre più potenti e molto spesso sotto sfruttati, la virtualizzazione permette di usarne il 100% della potenza e cosa molto utile di effettuare i test (magari di un nuovo software) su macchine usa e getta.

Cloud Computing: cos’è veramente?

Da qualche tempo si sente sempre più parlare di Cloud Computing. Sembra che questo sia il futuro dell’informatica, un qualcosa con cui tutti prima o poi dovranno confrontarsi: se non lo adotti sei fuori. Insomma, un po’ come qualche anno fa è accaduto con il Web 2.0.

Ma che cos’è veramente il Cloud Computing?

Kameleon: oltre i limiti della virtualizzazione

kameleon-ocz

kameleon-oczNegli ultimi anni la potenza dei computer e la loro capacità è aumentata in modo esponenziale, spesso anche in modo eccessivo rispetto ai compiti richiesti. Parallelamente si è diffusa la metodologia di suddivisione delle risorse di un computer in più ambienti di esecuzione: la Virtualizzazione.

… La virtualizzazione è una teconologia che fornisce una visione logica invece che fisica della capacità elaborativa, dei dati ed in genere delle risorse coinvolte…

Kameleon di GALLACCI COMMUNICATIONS è sistema di virtualizzazione basato su KVM (da poco adottato dalle maggiori aziende prodruttrici al mondo come IBM, HP..), ottimizzato per restituire all’utilizzatore le migliori performance in termini di sicurezza e gestibilità.

Fornito preinstallato sulle migliori memorie allo stato solido per server presenti sul mercato, attraverso ricercati accorgimenti tecnici di configurazione ed installazione sulla SSD, Kameleon risulta un prodotto dalle eccezionali caratteristiche di prestazioni ed affidabilità che non hanno pari anche tra i suoi più rinomati concorrenti.

TurnKey Linux: accendi e vai!

TurnKey Linux logoQuanto tempo occorre per installare e configurare una macchina LAMP (Linux, Apache, MySQL e PHP)? E per attivare una piattaforma Joomla!? O per mettere su un server di posta?

Il sogno di ogni sistemista è di poter, se non azzerare, almeno di ridurre al minimo i tempi di installazione, configurazione, gestione delle dipendenze, ecc. di un ambiente applicativo.

Avere delle macchine già pronte all’uso o un meccanismo che eviti di ripetere tutte le volte il solito iter sarebbe la soluzione ideale.

In questo caso il progetto TurnKey Linux può dare una mano.

Cluster VMWARE

dl120g5

In questo articolo vediamo come realizzare un cluster di macchine virtuali con un NAS (Network Attached Storage) e due server (detti nodi) che ospitano macchine VMWARE.

Questa soluzione è l’ideale per i provider e le aziende che vogliono entrare nel mondo della virtualizzazione con un sistema flessibile ed espandibile; per realizzare il cluster usiamo un server basato su FreeBSD e come nodi normali server HP senza hard disk.

Gli ingredienti per questa ricetta sono:

  • una SAN che funge da disco di rete per i nodi, con due dischi da 250GB in mirroring;
  • due nodi con il supporto della virtualizzazione hardware: in questa soluzione due server HP DL120G5 con 8GB di RAM, senza hdd e con il sistema VMWARE ESXi su pendrive USB interno;
  • uno switch managed Gigabit Cisco Linksys 8 porte.

La SAN

La SAN che proponiamo è realizzata usando server rack modello HP con due dischi da 250GB e due schede Gigabit. Il sistema operativo è basato su FreeBSD e appositamente personalizzato per le funzioni di file server ad alte prestazioni.

Questa macchina deve svolgere le funzioni di:

  • file server  NAS / SAN per due o più nodi ed eventuali server standalone;
  • eseguire il RAID 1 (mirroring) dei dischi per avere doppia copia dei dati;
  • utilizzare due schede Gigabit per ridondanza e aumento della banda uscente per i nodi (totale 2Gbit);
  • monitorare il sistema RAID e avvertire via snmp per problemi o calo di prestazioni.

E’ realizzata installando il sistema operativo, appositamente modificato, su pendrive USB e non sui dischi, in modo da garantire alta affidabilità (il disco non viene mai usato) e da eliminare problemi di installazione ( basta inserire nel server HP).

Riferimenti tecnici:

  • sistema operativo Elephant OS2.1 su pendriv;
  • hardware HP DL180 server rack 1 unita CPU Intel Xeon con 2 ethernet Gigabit.

I nodi VMWARE ESXi

Come unità per l’esecuzione delle macchine virtuali abbiamo scelto dei server entry level HP: i DL120G5 con 8MB di RAM e due schede di rete Gigabit.

dl120g5Queste macchine hanno un processore Xeon Dual Core con 4MB di cache per core; sono compatte, economiche e sufficientemente potenti per ospitare cadauna da 4 a 12 server virtualizzati.

Le macchine sono private di harddisk, un punto debole per l’affidabilità a lungo termine, che è sostituito da un pendrive inserito sul connettore interno, su cui è installato il sistema.

Utilizzando una seconda scheda di rete possiamo dividere fisicamente quello che è il traffico rete verso la SAN per l’uso del disco, dal traffico di ‘servizio’ che le macchine virtualizzate fanno verso l’utenza.

Il sistema operativo che trasforma questo server in nodo di un cluster è il VMWARE ESXi 4. Ogni nodo svolge le funzioni di:

  • server ospitante VMWARE per le macchine virtualizzate;
  • testato per supportare da 4 a 12 server virtualizzati;
  • i dischi e i dati dei server virtualizzati sono ospitati sulla SAN, raggiunta con una scheda di rete dedicata;
  • è gestito con i tool VMWARE: VMWARE vCenter, VMWARE Infrastructure Client.

I dettagli tecnici:

  • sistema operativo ESXi 4 su pendrive interno;
  • hardware HP DL120G5 server rack 1 unita CPU Intel Xeon con 1 ethernet Gigabit.

Lo Switch managed

Per gestire al meglio il traffico di rete tra gli utenti e i nodi ed isolarlo dal traffico tra i nodi e la SAN è necessario utilizzare uno switch managed con il supporto delle VLAN: per questo scelto uno switch Cisco Linksys 8 porte, ovviamente Gigabit.srw2008eu

Questo switch, oltre al supporto delle VLAN, è in grado di fare il trunking sulle su due o più porte cosi che possiamo utilizzare le due schede di rete a 1 Gigabit uscenti dalla SAN come un unica scheda a 2 Gigabit – in modo da aumentare la velocità dei dischi virtuali dei nodi.

Grazie alla presenza di due porte di uplink dedicate questo switch può essere facilmente interfacciato a switch di dimensioni più grosse, a cui collegare le utenze.

Svolge la funzione di:

  • collegare la SAN ai nodi attraverso una rete dedicata (VLAN);
  • collega la seconda scheda di rete dei nodi alle utenze;
  • si collega in cascata con uno o due switch di servizio per le utente;
  • può essere programmato in modo da gestire il traffico.
  • supporta il monitoraggio via SNMP e ha un interfaccia web per la programmazione

I dettagli tecnici:

  • switch 8 porte Gigabit managed (layer 2) – 28x17x4,5cm – kit montaggio rac;
  • supporto VLAN, QoS, Weighted Round Robin queuing e DiffServ;
  • monitoraggio SNMP1-3, RMON1-3;
  • 2x porte SFP (mini GBIC).

Configurare lo switch e i server

struttura_tipo_SANPer prima cosa è necessario configurare lo switch creando almeno una VLAN per la LAN interna dei nodi e SAN (VLAN1). Sulla VLAN1, che nel nostro caso occuperà 4 porte, dedichiamo due porte al trunking usando il protocollo LACP; sulla SAN configuriamo di conseguenza le schede in modo da supportare il failover e load balancing (lagg module su FreeBSD).

Impostiamo gli indirizzi IP in modo che le interfacce-SAN dei nodi e la SAN abbiamo la stessa rete: ad esempio 192.168.1.0/255.

Impostiamo poi gli indirizzi IP per interfacce pubbliche dei nodi: questi inidirizzi, da attribuire da console ai server vmware, saranno quelli per la manutenzione dei nodi.

Collegare e accendere

Colleghiamo il tutto, facendo attenzione a mettere i cavi nel posto giusto: le schede VLAN sulle porte dedicate e il resto sulle porte pubbliche.

Accendiamo la SAN e i nodi e colleghiamoci dagli IP di manutenzione ai nodi: sul VMware Infrastructure Client andiamo in Configuration->Storage->Add Storage… e inseriamo come storage Netwrok File System, poi l’indirizzo in VLAN1 della nostra SAN e la cartella di export configurata nel NFS della SAN.

A questo punto possiamo procedere a installare sui due nodi le macchine virtuali di cui abbiamo bisogno: abbiamo a disposizione un cluster VMWARE con 16GB di RAM, due CPU Xeon dual core e 250GB disco in mirroring!

 

vmwareclient-shot

 

Link utili:

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