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Querela per un falso profilo Facebook, ma che fine ha fatto?

Ad aprile dell’anno scorso ho sporto denuncia/querela verso ignoti, poichè amici mi hanno avvisato del’esistenza di un falso profilo Facebook col mio nome, cognome, luogo di nascita e foto mie, presi da un sito in cui scrivo.

Ora, a ben 14 mesi dalla querela, non ho ottenuto risposta…

Come mai? Che tempi ci sono di solito in queste cose? Non ho purtroppo inserito la richiesta di avviso in caso di archiviazione, ahimè!

Attenzione ai profili fake di Facebook: subito la denuncia!

Fonte immagine ilblogdioliveto.blogspot.com

Fonte immagine ilblogdioliveto.blogspot.com

Sono ormai lontani i tempi in cui si usciva e si andava nella piazzetta vicina o all’oratorio per incontrare amici e fare nuove conoscenze.

Internet ha cambiato il sistema, ha cambiato il nostro modo di operare, vivere, lavorare, amare e questo cambiamento inevitabilmente ha colpito tutti anche chi è controcorrente! Qualcuno la vede come una evoluzione positiva altri come negativa…

Con l’avvento poi dei social network, la piazza, intesa come l’antica agorà, è andata praticamente perduta nel senso che è diventato virtuale quel posto usato dalla gente per intrattenere rapporti sociale. Personalmente, ho accolto sin da subito queste nuove modalità di comunicazione ed amicizia con assoluto entusiasmo e penso che sia molto difficile riuscire a tornare indietro (per chi mai volesse farlo…).

La cybertresca su facebook

Mi sono collegata sul computer che abbiamo in casa e la pagina Facebook di mio marito si è aperta direttamente.

Ho letto dei messaggi  che si scambia con una amica che mi lasciano pensare che mi ha tradita.  Ho salvato i messaggi, posso chiedere la separazione sulla base di questa prova? O violo la privacy?

Quanto sei influente sul web?

La presenza del proprio profilo su di un social network, la sua qualità e la sua quantità, rappresenta la reputazione digitale di ognuno. Ovviamente, essendo un dato numerico, è misurabile. Quindi: quanto sei influente sul web?

Non basta contare il numero di contatti su facebook o su twitter per misurare il tuo indice di gradimento. I veri protagonisti sono i Retweet, i messaggi, i “mi piace” e i commenti. Più gli altri interagiscono con te e più sei influente. C’è anche un programma che misura la reputazione digitale. È un servizio di social networking che dà un punteggio (Klout Score) da 1 a 100 analizzando proprio tutti questi parametri. Il programma si chiama Klout e rivela quale sia la reale portata dell’influenza.

È un software che analizza oltre 2,7 miliardi di dati tra contenuti e connessioni con 35 variabili, ed è capace di aggregare le attività degli utenti sulle piattaforme social e valutarle con un punteggio da 1 a 100 secondo tre criteri:

Condivideresti la tua password?

Potremmo fare un sondaggio tra tutti gli utilizzatori di Facebook o di altre applicazioni web su chi sarebbe disposto a condividere la propria password. Ovviamente negli Stati Uniti c’è chi ci ha già pensato. In un’inchiesta del 2011, il Pew Internet and American Life Project ha rilevato che il 30% degli adolescenti che usano regolarmente Internet ha scambiato una password con un amico, un fidanzato o una fidanzata.

È diventata una moda tra i giovani esprimere il loro reciproco affetto condividendo la password della posta elettronica, di Facebook e di altri account. I giovani fidanzati a volte scelgono perfino un’identica password e accettano vicendevolmente che l’altro legga le proprie email e i propri messaggi. Sembra quasi la prova d’amore ai tempi di Internet; ma quando la storia finisce, aver condiviso la vita online può causare pentimenti amari.

Una volta ci si scambiava braccialetti con inciso il proprio nome. L’era digitale ha fatto nascere una tradizione ancora più intima. Le coppie condividono la password. Dicono di essere consapevoli che questi intrecci digitali sono rischiosi, perché quando una relazione si guasta può accadere che uno usi i segreti online contro l’altro. Ma è proprio questo, dicono, a rendere così potente il simbolismo della password condivisa: “È un segno di fiducia”.

Facebook & cyberstalking

Salve, sono qui per raccontarvi un fatto su facebook. Ho conosciuto un ragazzo che all’inizio era un buon amico per me, poi ha iniziato a raccontare che sono falsa mettendomi tutti altri amici virtuali contro, per diffamarmi solo perché io non lo amo.

Ora mi cita ogni cosa e dice che me la vuole fare pagare, io ho paura… ho solo 16 anni lui 17!

The era of the internet 3.0: the internet of the objects. Is there any space for a new company as Google or Facebook?

Since several years we read about the internet 2.0 regarding the new social networks as Facebook and Youtube and the new ways to cooperate and collaborate on the net. But many people, intensive user of the new technology wonder which will be the next step also to be updated and to be able to plan the new investments on technology for themselves, for their families, for their assets or for their companies.

Let’s try, then, in this paper to define what has been internet 1.0, which is the identity of all the internet 2.0 applications and what is  and when we should be expecting internet 3.0.

Internet 1.0 is made especially by bits, files and links that represent things and people: the typical example is the web page or the email with its attachments. Google itself is mainly a “network” representations of relations between files of “thing and/or people”.

Internet 2.0, instead, is made by people the are online and interact  directly with their “digital presence”  in a dialectic way with their “real presence” that get more value from the other “presence” in a bidirectional way: for example let’s think to Facebook or to Foursquare. New “real” relationship start in the “digital world web 2.0” as in Facebook, other old and “classic” relationship are renewed and became active thanks to the web 2.0: in fact, Facebook started exactly to allow to everyone to reconnect with his old friends of the university college.

Facebook: come scaricare i propri dati

facebook

facebookScarica le tue informazioni questo è lo strumento che Facebook ci mette a disposizione per scaricate tutta la nostra attività sul social network.

Con esso è possibile infatti scaricare tutti i nostri dati: post, foto, link e tutto ciò che abbiamo messo su Facebook dal momento dell’iscrizione in poi.

Facebook e clausole contrattuali

Premetto che le mie osservazioni saranno basate esclusivamente sugli aspetti giuridici, non potendo e non volendo andare a toccare altri aspetti non pertinenti.

Inoltre è bene precisare che la struttura del diritto nei paesi cosiddetti di “common law” (come gli Usa, patria di Facebook e di tanti altri fenomeni) e nei paesi cosiddetti di “civil law” (come il nostro) è molto diversa, e di questo occorre tenere conto per mischiare, come si diceva una volta, “le pere con le mele”. 

Le clausole giuridiche che regolerebbero l’utilizzazione di FB sono reperibili nella versione originale (in inglese) in questo sito, mentre quelle concernenti la “privacy” (intesa come riservatezza e non nell’accezione della legge applicabile in Italia) a questo indirizzo.

Da tenere presente che la traduzione in italiano è molto fuorviante per cui – almeno – andiamo a leggere le clausole originali in inglese (che, come tra l’altro avverte il sito, sono quelle che prevarrebbero in caso di discordanza di termini).

Partiamo dal diritto d’autore (reperibile sotto la voce “Licenses”).

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