Tag Archives: database

Due utili libri su ambienti SQL

Oggi presento brevemente due utili libri, per studenti, programmatori e hobbysti dell'informatica, scritti da Riccardo Cervelli (insegnate e professionista informatico) – che introducono e guidano allo sviluppo di database nei vari formati SQL.

La Business Intelligence tra paura e tanta burocrazia

Le aziende cosi come le nostre pubbliche amministrazioni sono ormai anni e anni indietro rispetto alla cultura tecnologica che si potrebbe mettere in campo.

Si dirà c’è la crisi nessuno investe, e questo è un parametro sicuramente valido e da rispettare, ma in molti casi è solo la risposta di comodo che arriva soprattutto dalle pubbliche amministrazioni.

La verità purtroppo sta nella “incertezza” dei vari responsabili e dirigenti di incappare nelle maglie della “burocrazia” di dover dar conto delle spese e di non aver rispettato l’indicazione principale, di risparmiare.

Nel famoso decreto della spending review non si parla di non spendere ma di spendere bene, ma questo passaggio non è stato colto, e del resto sul concetto di spendere bene bisogna dare atto che la legislazioni italiana più volte si è espressa, anche con indicazioni tecnologiche più che percorribili.

Da web 1.0 a web 3.0 passando per il web 2.0, ma di cosa stiamo parlando?

Per capire le evoluzioni è opportuno dare una piccola spiegazione dei termini:

Web 1.0: Siamo agli albori della storia internet e le pagine con gli scritti sono pubblicate in maniera statica, senza nessuna possibilità di iterazione se non la semplice navigazione tra le pagine dei siti. Si tenga presente che da una ricerca nazionale circa il 60 per cento delle pagine internet attualmente visitabili sul World WideWeb sono ancora su architettura web 1.0.

In sintesi: Web 1.0 Pubblicazione

Web 2.0: Il primo grande passo verso un sistema rete utilizzabile e dinamico battezzato 2.0 da Tim O’Reilly che alla prima conferenza sul web 2.0 ne comincia a parlare ed a spingere perché venga recepita dai produttori di siti. La grande novità del 2.0 è rappresentata dall’usabilità che a questo punto vuole abbracciare la rete e non essere costretta in limiti geografici da un lato e dall’altro vuole condividere i contenuti in modalità dinamica e dove possibile con iterazione con l’utente.

In sintesi: Web 2.0 Partecipazione

Il Petrolio del XXI Secolo? I BIG DATA!

Fare previsioni diventa sempre più determinante, in modo particolare nell’attuale contesto congiunturale; ma riuscire a “imbroccare” le previsioni giuste, vale a dire quelle che ci consentono di delineare gli scenari futuri più verosimili nei segmenti di mercato di appartenenza, diventa strategico.
Se poi si riuscisse a farlo in tempo reale…

Di recente il fenomeno BIG DATA ha riscosso un rinnovato interesse a seguito della notizia secondo la quale la rielezione di Obama a Presidente degli USA sarebbe dovuta in parte non trascurabile proprio all’impiego dei BIG DATA…

Recuperare risorse attraverso l’organizzazione

E’ sempre maggiore la necessità di rendere efficienti i processi produttivi presenti nelle aziende al fine di offrire servizi alla clientela in grado di soddisfare nel minor tempo possibile e con il minor disaggio i fruitori del servizio stesso.

Senza andare molto indietro nel tempo un esempio classico in tal senso si è sviluppato attraverso gli investimenti fatti per abbattere le attività manuali relativamente alla gestione dell’imputazione del dato.

La gestione dei dati è solitamente demandata agli applicativi software che sono in uso nelle aziende.

Nel tempo gli uffici si sono dotati di software specifici che recuperavano le informazioni al momento stesso della loro acquisizione, evitando quindi che poi le risorse dovessero effettuare attività di data entry.

Questo, se vogliamo semplice passaggio, aveva il doppio scopo di ridurre l’errore umano da un lato e sviluppare certezza del business (certezza del dato) dall’altro, permettendo un servizio più celere verso la clientela.

Tutto il lavoro è un processo.

Pirro e l’Oracolo

Quando iniziai ad occuparmi di Linux e di open source nel 2001 l’unico antagonista del colosso microsoft nel campo dell’office era il pacchetto openoffice che, staccatosi da staroffice iniziava a muovere i primi passi. In quegli anni il logo della suite, pesante e monolitica era un globo azzurro con due gabbiani a simboleggiare la libertà dal software proprietario.

È quindi per me abbastanza buffo aprire l’evoluzione ultima di questo prodotto e trovarci la scritta ORACLE che nell’ultima release ha sostituito SUN. Sia chiaro, sono entrambi due aziende i cui interessi non necessariamente sono allineati con quelli della comunità open source, ma Oracle per me rappresenta qualcosa di più per il semplice fatto che appartengo a quella che chiamo la setta dei DBA ORACLE che, un po’ come il mondo parallelo degli inservienti di scrubs, ha un modo molto particolare di porsi nei confronti dei database.

Il delfino e l’elefante

È qualche giorno che il google alert settato sulla parola chiave PostgreSQL mi inonda di link ad articoli, per lo più in italiano, che parlano dello spegnimento dei server dedicati alla buildfarm, un sistema applicativo per il test e la ricerca di bug su PostgreSQL in maniera automatizzata, da parte di Oracle.

Faccio una piccola divagazione a beneficio di chi non conosce le varie vicissitudini che hanno caratterizzato il mondo dei DBMS open source negli ultimi anni.

Fino al 2007 la Sun Microsystems ha investito molto nel database PostgreSQL sia in termini di supporto che di sviluppo offrendo alla comunità un gruppo di server applicativi per la suddetta buildfarm e ponendo il DBMS dell’elefante al centro di un pacchetto integrato che sembrava potesse mettersi in competizione con prodotti commerciali di grande caratura e costo.

Successivamente ci fu un dietrofront clamoroso e le attenzioni di Sun si concentrarono su MySQL culminando nell’acquisizione di MySQL AB. Nell’ultimo anno l’acquisto di Sun da parte di Oracle ha fatto si che MySQL stesso divenisse un prodotto di Oracle pur restando nella situazione anomala della doppia licenza GPL/Commerciale.

Personalmente dello spegnimento di questi server non mi importa nulla, anzi mi sembra una cosa alquanto normale visto che molto più di MySQL, che in tutta onestà non riesco a definire un Database Relazionale in senso ortodosso, PostgreSQL è un pericoloso concorrente della casa che produce il database per definizione.

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