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Il CTU conciliatore fra le parti

il ctu conciliatore

«Il consulente tecnico, prima di provvedere al deposito della relazione, tenti, ove possibile, la conciliazione delle parti». Spesso i Magistrati, con questa frase, affidano al consulente il compito di tentare di conciliare la lite, inserendo la richiesta nel quesito tecnico. Viene così sollecitato l’esperimento del tentativo di conciliazione, affinché le parti in giudizio, possano considerare una strada diversa per arrivare a un’intesa e, quindi, chiudere la lite.

A differenza di altre procedure a norma di legge, la conciliazione affidata ai CTU si svolge sempre a processo già iniziato o a seguito di un ricorso, superando in alcuni ambiti le limitazioni normative.

Il ruolo del consulente tecnico conciliatore si sta sempre più affermando da quando nel nostro ordinamento, trovano spazio, strumenti alternativi per risolvere le controversie: dall’arbitrato alla mediazione, alla negoziazione assistita.

Sono, quindi, i Giudici ad affidare ai consulenti l’incarico di tentare di comporre i conflitti, e la normativa che riconosce il potere conciliativo del CTU si riscontra, in particolare, nell’articolo 696-bis del Codice di procedura civile (in vigore dal 1° marzo 2006), intitolato «Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite». In esso si attribuisce al CTU, per la prima volta in modo così definito, il ruolo di conciliatore: una funzione che per anni i consulenti hanno svolto solo di fatto.

La registrazione audio nel processo civile e la necessità di una consulenza tecnica

Per produrre una registrazione di 5 minuti su Cd al processo civile, avendo avuto cura di trascriverla, è necessaria la richiesta che venga controllata da un ctu?  se il giudice dispone l’incarico, per una registrazione fluida di 5 minuti quanto sarebbe il costo?

Il “mestiere” del Consulente Tecnico Forense

TecnoWorkshop Taranto2013

TecnoWorkshop Taranto2013

All’interno del TecnoWorkshop Taranto2013 presenterò un talk tecnico/pratico dal titolo «Il “mestiere” del Consulente Tecnico  Forense».

Il Consulente Tecnico di Parte lo sceglie l’Avvocato?

Per la scelta di un consulente tecnico forense non esiste una regola standard, né tantomeno una prassi consolidata che lo indichi con chiarezza. L’esperienza professionale è variegata, e conta casi e situazioni in numero pressoché equivalente tra quando è l’avvocato a scegliere o quando è designato dalla parte stessa.

Solitamente, il Consulente Tecnico Forense è individuato dalla parte in causa, che gli affida l’incarico e lo mette in contatto con il legale designato. Un modus operandi che tende a sganciare le professionalità del consulente da quelle del legale di fiducia. In molti casi, una situazione proficua e determinante in modo positivo, ma in altri, può costituire un handicap per l’iter processuale.

Il Consulente Forense non è solo una persona competente nella materia del contenzioso in oggetto, ma deve essere esperta, o almeno a conoscenza, della procedura giudiziaria.

E’ fondamentale che, tra il Consulente Forense di parte e il legale designato vi sia una buona sinergia, al fine di costruire un’adeguata strategia di difesa del proprio assistito. E, che quest’affinità sia garantita durante tutta la fase processuale, da quella istruttoria, durante le attività peritali d’indagine del CTU e, in seguito, fino all’eventuale fase dibattimentale.

La mancata rotazione delle nomine dei CTU

Sono un ingegnere informatico e sono iscritto da più di due anni nell’albo dei consulenti tecnici ed esperti presso il tribunale della mia città.

Da allora non ho ricevuto nessun incarico e mi sono letteralmente demoralizzato. Cosa posso fare?

Le responsabilità civili e penali per il consulente forense

Quali sono o potrebbe essere le responsabilità civili e penali per il consulente, sia del PM che della parte chiamata in causa, per una eventuale analisi forense contenente errori o eseguita non a regola d’arte?

Escluso naturalmente il dolo, ovvero il piegare a proprio vantaggio la verità, quale grado assumono la competenza, le procedure e i mezzi di analisi nella responsabilità personale del consulente?

In parole povere, la parte citata in giudizio può rivalersi (e viceversa dal PM) sul perito per quanto egli presenta, se emergono incapacità nell’eseguire professionalmente un’analisi forense a lui delegata e che per incompetenza o altro è stata superficiale e/o sbrigativa? Oppure ognuno porta avanti la sua tesi sostenuta dalle perizie di parte e poi il giudizio in aula è l’unico atto che decide quale tesi sia più coerente con la realtà dei fatti, senza responsabilità alcuna per i consulenti chiamati a redigere le varie relazioni?

CTU: quando lo pagano?

I tempi della Giustizia, si sa, sono lunghi, ma non solo quelli legali, anche quelli che fanno da contorno. infatti per un CTU è veramente difficile farsi pagare l’attività di consulenza tecnica in tempi ragionevoli; le consulenze hanno tempi e metodi difformi da Procura a Procura, da Tribunale a Tribunale e finanche tra una segreteria e l’altra dello stesso ufficio giudiziario!

Per molti iscritti all’Albo dei CTU (in cui anche io opero da diversi anni come esperto informatico) il tempo medio che intercorre tra la nomina a CTU e la liquidazione della parcella è superiore ai due anni. E, purtroppo, ultimamente, le cose tendono a peggiorare!

Vi riporto ad esempio un episodio di un collega che, pur essendo un caso limite, può evidenziare bene la situazione…

Ad agosto 2007, il nostro CTU, consegna, contestualmente ad un elaborato peritale, l’istanza di liquidazione del compenso. Dopo aver letteralmente elemosinato notizie in merito a questa pratica, tra i vari uffici, il nostro CTU a maggio 2010 firma la vera richiesta di liquidazione, ossia, quella redatta dalla segreteria del magistrato. In quella sede ed in quel momento però egli si accorge che l’importo (comprensivo di spese per attrezzature e viaggi) è nettamente diverso da quanto richiesto. Tagli? Solo del 63,25%! Circa due terzi del valore del tuo lavoro svanito nel nulla.

Non avendo alternative, né possibilità di contestazione, meglio accontentarsi. Ma di cosa? Dopo quasi tre anni di attese, egli riceve circa 1500 euro in meno!

Diritto delle nuove tecnologie

tecnoworkshop_logo

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All’interno del TecnoWorkshop Lucca2011 presenterò questo talk tecnico/pratico dal titolo «Diritto delle nuove tecnologie».

Descrizione

Il workshop è rivolto a giuristi, avvocati, ingegneri informatici, periti informatici, studenti universitari e a tutti coloro intendano acquisire competenza specifica nel settore del diritto delle nuove tecnologie.

Particolare attenzione verrà rivolta all’architettura del processo civile telematico con analisi della normativa e delle esperienze sul campo. Verrà analizzata la figura del consulente tecnico d’ufficio (CTU) e saranno fornite le informazioni utili per l’iscrizione al relativo albo. In ragione del capillare utilizzo delle tecnologie informatiche nella realtà istituzionale e privata verranno forniti al professionista nozioni base sulla contrattualistica ad oggetto informatico e analizzati schemi negoziali “tipo” ai quali fare riferimento per disciplinare i rapporti con il cliente.

Si procederà inoltre ad analizzare i principali strumenti operativi offerti dal Codice dell’Amministrazione digitale (Firma elettronica, firma elettronica avanzata, firma qualificata e firma digitale, PEC, Protocollo informatico, fascicolo elettronico, ecc. ) e gli obiettivi previsti nel “Piano eGov 2012”. Saranno analizzate le cd. best practices realizzate nel settore dell’e-Government per diffondere strumenti e nuove metodologie per la pianificazione strategica futura.

Ricusazione CTU o semplice sostituzione?

Un avvocato chiede al giudice la ricusazione del CTU.

In che cosa può incorrere il CTU che viene ricusato da un giudice in una causa civile poichè le determinazioni della perizia non sono gradite all’avvocato; dicendo addirittura che il sopralluogo nei luoghi oggetto di contenzioso non è stato eseguito. Si precisa che il quesito del G.I. al CTU era di valutare se tra i documenti di causa si potesse evincere una porzione di terreno in contestazione tra le parti.

Prima di tutto, si è sicuri che si stia parlando di ricusazione (artt. 51 e 192 c.p.c.) e non semplicemente di sostituzione (art.196 c.p.c.) per non avere, il CTU, correttamente eseguito il mandato?

Poi, attenzione, non si tratta mai di “gradimento”, ma di contestzioni che devono essere precise e congruenti. Per esempio, nell’elaborato il CTU ha affermato di avere effettuato un sopralluogo che di fatto è stato provato che non abbia mai effettuato?

E se doveva controllare dei documenti cosa c’entra il sopralluogo? In genere i documenti devono essere già depositati in atti perché il consulente possa prenderne visione.

Comunque ne risponde penalmente nei limiti delle varie accezioni del reato di falso per il codice penale, ne potrebbe rispondere civilmente, ne potrebbe rispondere in sede disciplinare.

Ritardo nella consegna della relazione tecnica da parte del CTU

Il 6 agosto di quest’anno, così come recita l’udienza del presidente del tribunale civile, a seguito di richiesta di un ATP, doveva essere consegnata, senza eventuali proroghe, la relazione tecnica da parte del CTU dopo il soppraluogo con le parti.

Questa relazione a tutt’oggi (1 novembre 2010) non è stata consegnata. Cosa posso fare? Mi devo rivolgere al giudice o posso sollecitare il CTU imponendogli un termine?

Direttamente non può né deve fare alcunché.

Si rivolga al Suo avvocato chiedendo espressamente e per iscritto che presenti istanza al Giudice affinche questi solleciti il CTU a depositare la propria relazione.

Probabilmente questo e già stato fatto nell’udienza passata, se vuole “controllare” richieda al Suo avvocato una copia del verbale di udienza.

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