Ricostruiamo il mercato Informatico!

L’informatica in Italia può vantare eccellenze di rilievo sia per le attività di sperimentazione sia per le risorse che sono coinvolte in questo settore. Dobbiamo essere noi stessi, diretti interessati, a riprenderci un mercato nel quale abbiamo perso di credibilità.

Secondo uno studio ormai vecchiotto (2009 che sconta la forte recessione del settore)  ma i cui dati si sono rilevati attendibili, il settore con maggior numero di attività è quello dell’elaborazione e registrazione elettronica di dati che vede sul panorama nazionale più di 35.000 aziende, subito dopo con oltre 27.000 realtà si colloca il segmento specifico della realizzazione e consulenza software, e proseguendo con numeri minori si collocano tantissime micro realtà.

Dico questo perché sono fermamente convinto che da questo terribile stallo economico possa nascere per tutte le aziende e i consulenti onesti una forte spinta di ripresa se sappiamo riprenderci quegli spazi di “onestà” che devono contraddistinguere questo settore del quale ormai qualsiasi attività produttiva non può più far a meno.

E’ innegabile infatti che chi acquista “software o hardware”  non segue più le stesse politiche di acquisito di dieci anni fa. oggi chi acquista vuole verificare il prezzo e lo vuole soprattutto misurare sulle funzionalità sulle performance e se possibile anche sulla produttività che l’acquisto genererebbe in azienda. Alcuni colleghi nel darmi ragione su questo assunto hanno manifestato però dissenso a tali politiche di controllo, a tutti ho potuto rispondere semplicemente girando su internet per far riscontrare come lo stesso prodotto veniva proposto con range di prezzi totalmente ingiustificabili.

La casistica poi si “aggrava” quando si comincia a salire nella scala e si comincia ad arrivare a sistemi più complessi, ormai la regola per cui il prezzo si definisce in funzione del cliente è purtroppo una prassi comune.

Certo non è questo il nodo per far riprendere il settore ma se proviamo a gestire tutti i passaggi che un cliente affronta nella decisione con la professionalità adeguata uscendo dagli schemi e portando valore aggiunto già nelle discussioni…

Io sono sicuro che se avremo il coraggio di riposizionare la nostra offerta in termini di:

  1. valore economico,
  2. servizi alla produzione,
  3. servizi di assistenza,
  4. gestione professionale della proposta progettuale,
  5. valutazione degli sprechi da eliminare,
  6. valutazione di software (la nostra fatidica software selection) corrette e posizionate sul cliente,

riusciremo a ridare il giusto movimento al settore aprendo tanti spazi oggi inimmaginabili per la totale mancanza di fiducia tra il fornitore ed il cliente.

Spero che questo breve articolo posa generare un’utile discussione sull’argomento perché sono convinto della possibilità di ripresa anche in questo momento economico non positivo.

Riuscire a valutare il software inquadrandolo nel giusto equilibrio tra valore economico e qualitativo significa risolvere il problema che ci stiamo ponendo, sia dal lato del venditore sia dal lato dell’utenza mercato.

Su tutte una breve considerazione sulla situazione attuale, leggete la storiella dopo riportata e fatemi sapere secondo voi chi ha ragione. 

Due venditori di scarpe in Africa: Il primo. Rientro, sono tutti scalzi. Il secondo: Opportunità immense, sono tutti scalzi.

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