Quando l’assicurazione professionale obbligatoria non ti copre!

L’art.9, comma 4, del DL n.2012, come convertito in legge, stabilisce che il professionista deve rendere noto al cliente, tra l’altro, i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale e l’art. 3 , comma 5, lettera e), del DL n.138/2011, come convertito dalla legge n.148/2011, prevede che “a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni  generali delle pollzze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti.

Assicurarsi quindi, per tutti i professionisti, è diventato un obbligo.

Orbene, come molti di voi sapranno, per esercitare la professione di Ingegnere (potersi cioè fregiare del titolo di ing, tanto per intendersi n.d.a.) e, nel caso dell’ICT, la professione dell’ingegnere dell’informazione, occorre avere una laurea in ingegneria informatica (o quipollente; si veda qui per ulteriori informazioni), dare l’Esame di Stato e quindi iscriversi all’Ordine degli Ingegneri della propria Provincia; ma quanti di voi, che hanno tutte queste caratteristiche, sanno davvero se stanno facendo l’ingegnere oppure il tecnico di settore e, quindi, se la propria assicurazione (o quella che dovranno stipulare a breve) li copre per ogni evenienza?

Le attività dell’ingegnere dell’informazione, secondo il DPR 328/2001, art 46, comma 3, lettera c), risultano:

  1. attività di progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di impianti e di sistemi elettronici, di automazioni e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni;
  2. i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti impianti e sistemi elettronici;
  3. le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate, quali la progettazione, direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni, nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva.

tutte le altre attività non rientrano nelle attività proprie dell’ingegnere dell’informazione e quindi afferiscono ai tecnici di settore o agli imprenditori.

Per fare un parallelo con gli ingegneri civili si può dire che un ingegnere civile, quando esercita la professione, progetta un muro in modo che risponda a certe caratteristiche e poi può anche dirigerne i lavori di realizzazione ed, in fine, può anche collaudarlo per verificare se il manufatto realizzato corrisponde alle specifiche di progetto; ma non lo costruisce fisicamente, quello lo fa l’impresario edile con il muratore (il tecnico di settore, appunto).

Quindi, ritornando all’ICT, se anche siete iscritti all’Ordine degli Ingegneri della vostra provincia ma, ad esempio, sviluppate (ma non progettate/dirigete/collaudate), programmi per dei servizi internet, in quel momento, non fate l’ingegnere ma fate il tecnico!

Questa distinzione non è da poco perché in un eventuale richiesta di risarcimento danni, la compagnia a cui pagate tutti i mesi il premio assicurativo può rispondervi che “l’attività di sviluppo programmi per servizi internet non rientra nelle attività di ingegneria ma è una attività di tipo imprenditoriale” e quindi non riconoscervi la copertura assicurativa… La polizza che la Legge vi impone di stipulare potrebbe risultare del tutto inutile!

Attenzione allora a cosa mettete nei contratti di fornitura ed alle clausole contrattuali della vostra polizza assicurativa.

Su Rodolfo Giometti

Ingegnere informatico libero professionista ed esperto GNU/Linux offre supporto per: - device drivers; - sistemi embedded; - sviluppo applicazioni industriali per controllo automatico e monitoraggio remoto; - corsi di formazione dedicati. Manutentore del progetto LinuxPPS (il sottosistema Pulse Per Second di Linux) contribuisce attivamente allo sviluppo del kernel Linux con diverse patch riguardanti varie applicazioni del kernel e dispositivi (switch, fisici di rete, RTC, USB, I2C, network, ecc.). Nei 15+ anni di esperienza su Linux ha lavorato con le piattaforme x86, ARM, MIPS & PowerPC.

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