Nella legge Sviluppo 2 nuovi obblighi per le Pubbliche Amministrazioni.

E’ entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2013 l’obbligo di stipula del contratto pubblico di appalto con atto pubblico notarile informatico, per essere più chiari ove mai ve ne fosse bisogno, in modalità elettronica o comunque in forma scritta.

Se non rispettato tale ordinamento di legge  prevede la sanzione della nullità del contratto di appalto qualora lo stesso non sia stato stipulato in forma scritta.

In proposito il legislatore non ha lasciato spazio alle classiche interpretazioni, o ai classici giochetti per agirare l’ostacolo,  ed in tal caso l’art. 6, comma 3 della legge n 221/2012, subentra e sostituisce il comma 13, articolo 11 del Codice dei Contratti (D.Lgs 163/2006), e stabilisce che “Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale erogante dell’amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata.” 

Ma quanto detto fino ad ora e quanto diremo in seguito sono solo le considerazioni più importanti rispetto a quanto contenuto nella legge n. 221/2012, in quanto dal 1° gennaio di quest’anno le P.A. centrali e locali sono tenute ad adeguarrsi anche, ad esempio, rispetto al pagamento online ai privati.

In materia il legislatore infatti ha previsto nell’articolo 18 della legge Sviluppo 1 (legge n. 134/2012 di conversione del decreto legge n. 83/2012) nella fattispecie  al comma 1 che “La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

Senza voler scendere nel particolare, ma volendo comunque effettuare una panoramica sulla Legge n. 221/2012, verifichiamo che con tale norma oltre a ribadire quanto già previsto nel DL n. 179/2012 si introducono e/o ribadiscono alcune novità, ad esempio in merito a:

  • Obbligo all’utilizzo della PEC e alla costituzione dell’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata; nello specifico si precisa che l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata all’atto dell’iscrizione al registro delle imprese, rispetto a quanto previsto è esteso alle imprese individuali, che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane, a partire  dal 20 dicembre 2012, mentre per le imprese individuali già attive e non soggette a procedure concorsuali, il termine è anticipato al 30 giugno 2013
  • requisiti delle imprese c.d. “start up innovative”;
  • credito d’imposta per la promozione on line di opere dell’ingegno;
  • credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato;

ma vi è anche altro e anche esso importante per la vita aziendale.

Come era prevedibile, anche a fronte dei tempi molto stretti dalla conversione in legge alla scadenza per mettersi in regola molti enti pubblici non sono ancora in grado di far fronte a queste nuove regole, ma in realtà basta poco e il tutto si può fare con pochi soldi è sempre all’interno delle regole della spending review ormai giustamente caposaldo di tutti i bilanci pubblici.

Si tenga poi presente che molto spesso gli enti pubblici hanno già al loro interno tutto l’apparato informatico di cui necessitano per far fronte a queste nuove regole, in molti casi si tratta solo di saper gestire il software esistente integrandolo con la nuova prassi legislativa.

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