L’evoluzione della tecnologia sta cambiando i rapporti interpersonali

La società attuale tende sempre più ad adattarsi all’evoluzione tecnologica. Il passaggio da un’era analogica ad una sempre più digitale, porta il cittadino, inteso come l’individuo di questa società, a trovare nella sua identità sempre più assets digitali.

Ciò comporta la necessità di garantire l’integrità, l’accessibilità e la riservatezza. Gli individui sono piccole identità interconnesse tra loro che creano nuove regole e nuovi sistemi di valori. Nascono, quindi, altre idee per una nuova cultura. Questa è una grande occasione di sviluppo sia per il singolo individuo sia per la società intera.

Il lavoro di regolamentazione è molto difficile e deve essere graduale, ma deve approdare ad una più aggiornata politica di sicurezza e di giustizia.

Se da una parte il web riesce a velocizzare i contatti, favorendo, ad esempio, il mondo del lavoro, dall’altra parte può produrre uno scoraggiamento delle relazioni. Un social network è costituito da un gruppo di persone connesse tra loro da interessi comuni e legami sociali. Un servizio di social network consiste in una struttura informatica che permette la gestione di questi legami che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari.

Queste premesse hanno dato luogo a un convegno organizzato dalla rivista trimestrale fondata e diretta dall’ing. Giovanni Nazzaro, “Sicurezza e Giustizia”, che si è svolto presso la Camera dei Deputati nei giorni scorsi. Si è parlato d’intercettazioni delle comunicazioni, di servizi di cloud computing e di servizi internet di messaggistica e di social network. Elementi che costituiscono le attuali e più importanti frontiere degli enti di regolamentazione nazionali ed internazionali che hanno l’obbligo ed il dovere di individuare il giusto equilibrio tra opportunità di business e diritto alla privacy dei cittadini.

Introdotti dall’on.Francesco Paolo Sisto e moderati dalla giornalista Sara Menafra, gli interventi hanno dato una visione da diverse angolazioni degli aspetti fondamentali di una società sempre più digitale.

Il dott. Andrea Formenti, presidente di Area SpA, ha illustrato alcune possibili soluzioni tecniche alla diffusione impropria delle intercettazioni, soffermandosi sulla sicurezza e la tracciabilità dell’uso delle informazioni.

La dott.ssa Lucilla Mancini, responsabile della struttura consulenza di Business-E SpA, ha fatto una panoramica sulla sicurezza e le normative riguardanti il cloud computing. Un problema non solo italiano, che sta determinando la nascita di organismi e organizzazioni nazionali e internazionali di esperti per la definizione di standards e linee guida.

Il product manager della BU sistemi e servizi di Urmet SpA, il dott. Carlo Rogialli, è intervenuto illustrando la globalità dei servizi internet, specificando i limiti giurisdizionali delle azioni di sorveglianza.

Internet ha abbattuto rapidamente le barriere geografiche, ma non ha abbattuto le barriere giuridiche. I dati personali devono essere trattati nel rispetto del diritto nazionale cui il fornitore di servizio, per appartenenza geografica o finanziaria si trova a rispondere.

I rapporti interpersonali in questo scenario digitale assumono sempre più i contorni della virtualizzazione. Con internet sembra essere tutto più vicino e forse si perde un po’ il senso dei ruoli che ognuno deve saper assumere. Dietro il paravento della libertà di espressione e della democrazia della rete si commettono ingiustizie a volte anche gratuite. È bene che si stabiliscano nel web le regole di un vivere civile; è l’unico modo per sopravvivere a questo mutamento forse troppo veloce, ma che va considerato positivamente nonostante tutte le difficoltà.

Su Vittorio D'Aversa

Consulente Tecnico Forense in materia Informatica.

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