La pedopornografia on-line e la devianza minorile: il minore vittima e artefice del reato

L’argomento, quanto mai attuale, appassiona non solo gli addetti ai lavori nel campo legale, bensì una serie di figure professionali che spesso hanno a che fare con il reato di pedopornografia. Da questa percezione è nata l’idea di portare alla conoscenza di un pubblico più eterogeneo le problematiche inerenti tale crimine.

Si è svolto a Napoli, presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. S.Tommaso D’aquino, organizzato dall’Associazione ONLUS Informatici Senza Frontiere, un convegno strutturato come un evento formativo durante il quale si sono affrontati ed approfonditi gli aspetti psicologici e giuridici inerenti il reato di pedofilia e pedopornografia on line.

La Dott.ssa Donatella Dinacci – Esperta in analisi dei fenomeni criminali, ha coordinato i lavori introducendo i vari temi che si intrecciano nella disamina di quello che, insieme allo stalking, è da considerare il reato più  subdolo ed abietto che mente umana possa concepire.

Il Prof. Gaetano Di Palma – Vice-Preside della sez. S.Tommaso della P.F.T.I.M.,  nel suo saluto introduttivo ha sottolineato come certi argomenti siano di estrema importanza non solo per la società civile, ma anche per le istituzioni ecclesiastiche. Occasione, quindi, propizia per discuterne in questa sede con esperti di vari settori.

Il primo intervento è quello di Vittorio D’Aversa, consulente informatico e giornalista. Ha illustrato  il ruolo che la tecnologia ha assunto in questo campo. Ponendo l’attenzione sulla possibilità di individuare le condotte ritenute penalmente rilevanti, i sistemi che consentono di  bloccare la navigazione informatica sui siti a rischio, nonché la consultazione, la detenzione e lo scambio di materiale pedopornografico mediante il sistema telematico. Ha, inoltre, dato qualche piccolo consiglio per i naviganti meno esperti.

Molto spesso  i minori sono protagonisti non solo come vittime, bensì come autori del reato. La dr.ssa Giovanna Pacifico, Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Nocera, ha illustrato l’aspetto giuridico del reato, con particolare attenzione al ruolo del minore nell’ambito di un procedimento penale. La metodologia utilizzata dai giudici per ascoltare i minori nelle aule di tribunale e le difficoltà oggettive di una simile indagine.

Si parla, quindi, della pedopornografia on line e della sua connessione con la devianza minorile, ma l’aspetto più inquietante è forse quello della vita reale. Ne ha parlato la Dott.ssa Carmen Crovella – Psicologa, Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. Il minore vittima di abusi e di violenze all’interno del proprio ambito familiare è uno degli aspetti più toccanti e determina molto spesso i provvedimenti di allontanamento e l’ablazione della potestà genitoriale. Situazione che mette in moto il sistema delle adozioni, ma di ragazzi, che provenendo da esperienze di abusi subiti, sono e saranno sempre di difficile affidamento.

Il contesto educativo è quindi fondamentale. Questo aspetto, e la rilevanza sociale del fenomeno sono stati i punti salienti dell’intervento del Prof. Pasquale Giustiniani – Direttore del seminario permanente di Filosofia della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Una vera e propria emergenza educativa che non lascia indifferente la Chiesa nel suo ruolo di agente formativo. Già da due anni sono state presentate le proposte della Chiesa italiana in questo contesto, con riferimento alla tutela etica del minore.

L’ultimo intervento è stato dell’ Avv. Gianpiero De Cicco – Presidente dell’Associazione “Disseta la vita“, il quale, in qualità di esperto in diritto e problematiche dei minori e della famiglia, ha fatto una  panoramica sulle caratteristiche di un processo penale minorile. Tema di attualità, quello addirittura di voler rinunciare all’esistenza del Tribunale dei Minori. Unico organo competente, attualmente, per la rieducazione ed il reinserimento dei minori nella vita sociale. Anche per i non addetti ai lavori è stato facile comprendere come e quando parlare di imputabilità del minore.

Partecipazione attiva al piccolo dibattito scaturito dalle relazioni è stato fornito dai volontari di Informatici Senza Frontiere, che, cogliendo l’occasione per promuovere in questo contesto la conoscenza dell’associazione, hanno anche offerto il loro caffè solidale. Un piccolo modo per contribuire alle varie attività di volontariato che I.S.F. offre in favore di quelle categorie svantaggiate anche dal divario tecnologico. Un paradosso che si cerca di colmare, portando la conoscenza e l’utilizzo di sistemi tecnologici a chi vive in situazioni disagiate. Molto spesso bambini.

Il riscontro positivo espresso dal pubblico presente, indica che la scelta di un simile format sia vincente, in particolare, la non sovrapposizione di argomenti specifici trattati dai vari relatori, e la contestuale convergenza sul tema, danno modo di cogliere i vari aspetti del fenomeno senza cadere in prolisse dissertazioni cattedratiche.

Su Vittorio D'Aversa

Consulente Tecnico Forense in materia Informatica.

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