La Business Intelligence tra paura e tanta burocrazia

Le aziende cosi come le nostre pubbliche amministrazioni sono ormai anni e anni indietro rispetto alla cultura tecnologica che si potrebbe mettere in campo.

Si dirà c’è la crisi nessuno investe, e questo è un parametro sicuramente valido e da rispettare, ma in molti casi è solo la risposta di comodo che arriva soprattutto dalle pubbliche amministrazioni.

La verità purtroppo sta nella “incertezza” dei vari responsabili e dirigenti di incappare nelle maglie della “burocrazia” di dover dar conto delle spese e di non aver rispettato l’indicazione principale, di risparmiare.

Nel famoso decreto della spending review non si parla di non spendere ma di spendere bene, ma questo passaggio non è stato colto, e del resto sul concetto di spendere bene bisogna dare atto che la legislazioni italiana più volte si è espressa, anche con indicazioni tecnologiche più che percorribili.

Ad oggi le sfide competitive che si sono per forza di cose dovute affrontare hanno impattato sui processi di costi, di qualità e della produzione, tutto ciò si è poi tramutato dietro lo spettro della crisi, ma io direi dietro l’alibi della crisi, in sfide rivolte al miglioramento della produzione basata sugli attuali (ormai vecchi) livelli tecnologici.

Ciò ha portato ad estremizzare concetti come il rischio, il raggiungimento degli obiettivo in tempi sempre più stretti e limando tutti i livelli di produttività.

Ora non sta a me discutere sulla corretta politica che si è adottata su tali azioni, quello che mi preme indicare è che i vari responsabili, di enti pubblici come di aziende private non hanno più in gran parte la bussola del proprio business e nella gran parte dei casi non per colpe a loro imputabili.

Occorre oggi un atto di coraggio da parte di tutti per riposizionare il livello economico sui giusti binari e il tutto può partire solo attraverso una seria analisi dei dati che, anche se con tecnologia ferma, sono e restano l’unico elemento di sintesi leggibile in grado di posizionare un’attività pubblica o privata che sia, nei proprio giusti asset commerciali e produttivi.

Sto parlando di qualcosa che anni fa costava molto e veniva venduta come un prodotto tecnologicamente ed architetturalmente impressionante, oggi invece costa poco e nel rapporto qualità prezzo è a mio parere impressionante, non vi spaventate sto semplicemente parlando di B.I. Business Intelligence.

La B. I. consente di gestire da un unico punto tante, se non tute, le attività aziendali, mettendo in relazione fra di loro i vari database presenti all’interno dei punti decisionali di una azienda, l’importante è sapere leggere quei dati e saperci costruire un cruscotto per la dirigenza.

Immaginate di dover lanciare sul mercato un nuovo prodotto, con la B.I. avete un unico punto dove in tempo reale avete a disposizione tutti i dati necessari per lanciare una campagna promozionale seria, che vede da un alto i potenziali clienti, che riesca a farvi tener presente quali sono i costi dei vostri fornitori, che vi permette di avere una pianta della logistica sulla quale basarvi, che vi indica le zone che territorialmente rispondo meglio vero il prodotto… e cosi via.

Riuscire ad avere questi dati in maniera leggibile permette di concordare azioni, presentarsi in un determinato modo, ma soprattutto permette di cambiare strategia rispetto a quella da voi pensata se vi accorgete che il risultato dei dati interpellati è diverso rispetto al vostro sentiment del mercato.

Banalizzando il processo della B.I. e dando per scontato che l’utilizzatore ha configurato bene le basi di dati di cui ha bisogno, con questi strumenti si può procedere per gradi ed arrivare partendo dal dato ed arrivare conoscenza specifica dell’ambiente, i dati verranno lavorati secondo le seguenti attività:

  • selezione
  • pulizia
  • Trasformazione
  • Data mining
  • Valutazione del dato
  • Conoscenza

E’ indubbio che se si parla di Business Intelligence ci si deve per forza di cosa confrontare con il problema dell’ implementazione del sistema, che vede come primi “problemi/ostacoli” da un alto la necessità di avere sul prodotto e sui risultati risorse particolari, informatiche sicuramente ma anche buoni statistici, e dall’altro i costi di una piattaforma cosi particolare.

Se per quanto riguarda le risorse l’intervento aziendale deve essere scevro da facili sconti, troppo alto sarebbe il rischio di investire in qualcuno che non ha idea di cosa fare e che quindi genererebbe false aspettative e ancor peggio false indicazioni di mercato, per quanto riguarda i costi le comunity open source in proposito hanno sviluppato ottimi prodotti.

Ma rivolgendoci a prodotti Open source nasce il problema di valutarne l’affidabilità, e valutarla prima di effettuare investimenti in piattaforme e risorse.

Sicuramente un elemento che contraddistingue e ci permette di valutare è la popolarità della comunity.

Per quanto attiene alla B.I. vi sono almeno tre ottime comunity e sono:

  • Jaspersoft www.jaspersoft.com/jaspersoft-business-intelligence-suite
  • Eclipse/Birt www.eclipse.org/birt/phoenix/
  • SpagoBI www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/

Ma adesso cerchiamo di capire cosa possiamo fare e cosa possiamo ottenere attraverso i processi di business intelligence.
Su tutti il macro risultato lo si ottiene in termini di:

  1. riduzione dei costi, – a ciò si arriva grazie ai dati ottenuti che permettono una lettura precisa dei costi aziendali e quindi permettono un ottimizzazione degli stessi, molte aziende spendono in modo sbagliato perché non riescono ad avere sotto controllo tutto il processo produttivo.
  2. maggiori ricavi, – l’aumentata redditività si ottiene da un lato attraverso la riduzione dei costi già vista al punto precedente, dall’altro si ottiene riuscendo ad indirizzare con precisione gli investimenti in pubblicità marketing, piattaforme applicative e segmentazione dei clienti.
  3. miglioramento della customer satisfaction, – avendo sotto controllo tutti i dati in un unico pannello di comando si riesce a soddisfare in modo uguale il grande cliente come il piccolo, ma soprattutto si riesce a rispondere in modo diretto al cliente che quindi si sente personalmente gestito e nel tempo acquista una fiducia sempre crescente sia verso il prodotto sia verso l’azienda che glielo fornisce.

Guardando adesso più da vicino i singolo miglioramenti che si possono sviluppare attraverso la B.I. vediamo:

  • allineamento sempre maggiore alla strategia,
  • Risposte dirette e non interpretabili sul business
  • Tipologia di informazioni da far uscire verso i clienti e fornitori
  • Individuazione precisa di:
  • problemi produttivi
  • problemi legati ai costi
  • dati corretti per la negoziazione con i clienti e con i fornitori

Naturalmente la B. I. varia da azienda ad azienda, anche se queste lavorano nello stesso mercato i dati di riferimento saranno diversi, e quindi devono essere trattati e poi letti in modo diverso.

La costruzione di un processo di business intelligence può essere basato tanto sui dati quanto sui modelli.

Sui dati la B. I. consiste soprattutto nell’accesso si dati e nella gestione e lettura delle serie storiche che si estraggono dai dati.
Sui Modelli la B.I. sviluppa il risultato attraverso simulazioni dei processi insiti in azienda.

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