La 47a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2013

Ogni anno, la domenica dell’Ascensione, la Chiesa Cattolica celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Lo scopo è di «incrementare e rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa nel campo comunicativo». Lo si legge nell’Inter mirifica, al n. 18, uno dei documenti del Concilio Vaticano II, scritto nel 1963. Per questo, ogni anno, il Pontefice invia un messaggio alla comunità mondiale con un tema specifico.

L’avvicendamento del Papa, cui abbiamo assistito recentemente, ha un aspetto singolare anche per questa ricorrenza. La domenica di Ascensione si celebra il 12 maggio, ma il tema è stato indicato dal Papa Emerito Benedetto XVI, il 24 gennaio scorso. Egli, infatti, ha inviato in quella data il suo messaggio per la Giornata di quest’anno, la 47a, indicando il tema: «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione».

Un tema quanto mai attuale. I social network, ultimamente, sono usati e forse abusati da una moltitudine di persone e il loro utilizzo è diventato un fenomeno di massa con i suoi pro e i suoi contro.

Il tema della comunicazione è stato centrale durante il Concilio Vaticano II e lo è tutt’oggi. Lo sviluppo e la grande popolarità dei social network, ha consentito l’accentuazione di uno stile dialogico e interattivo nella comunicazione e nella relazione tra le persone fino ad ora mai visto.

Gli elementi di riflessione, pertanto, sono numerosi e importanti: in un tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane, quali le relazioni e la conoscenza, bisogna chiedersi se la comunicazione sociale sia solo un «mezzo» di evangelizzazione.

La vita dell’uomo del ventunesimo secolo si esprime anche nell’ambiente digitale. Questo è il modo per umanizzare e rendere vivo e vitale un mondo digitale che impone oggi un atteggiamento più definito, più chiaro e più trasparente.

Ci si lascia facilmente affascinare da ciò che la rete ci propone senza limiti di orario o di luoghi. Spesso ci s’illude che quella personale sia una vera e propria partecipazione o condivisione con altre persone. In tutti gli atteggiamenti umani, però, può esserci una diversità di scopo e un differente uso del mezzo.

Navigando in rete, e frequentando i diversi social network, ci si accorge che, nonostante la sbandierata laicità, molti cercano una risposta alla perenne domanda umana di senso e di fede. Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come uno stile di vita reale, come una scelta, come un vero segno di condivisione.

La ricerca, il desiderio di verità e autenticità, emerge anche dalla rete e nella rete si fa strada. Il Messaggio del Santo Padre per questa 47° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è proprio in questa direzione.

Ci invita a riflettere sui social network, lo aveva fatto già nel Messaggio del 2011. Quest’anno espande la meditazione e mette in relazione ad essi non solo la «verità», ma anche la «fede» e l’«evangelizzazione».

Uno dei motivi per cui il Papa ha deciso di unirsi alla conversazione aperta su Twitter è proprio questo. «L’ambiente digitale – scrive il Papa – non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani». Si tratta di un riconoscimento rilevante, che impone una riflessione non solo per chi opera nel mondo della comunicazione, ma per ogni cristiano che ha un profilo in un social network quali Facebook o Twitter o simili.

Non si può considerare l’ambiente digitale solo come uno spazio puramente ludico in cui si mette in gioco un secondo sé, un’identità doppia che vive di banalità effimere. «Nelle reti sociali gli uomini sono coinvolti – si legge nel Messaggio – nel cercare risposte alle loro domande», «nell’essere stimolati intellettualmente e nel condividere competenze e conoscenze».

Internet è un luogo di dialogo aperto, di riconoscimento della diversità culturale e delle differenze; comporta necessariamente la connessione e la condivisione di contenuti e idee. I social network, pertanto, non servono solo a esprimere agli altri il proprio pensiero, ma aiutano anche a pensare insieme con gli altri, a elaborare riflessioni, idee, visioni della realtà.

La comunicazione è, e sarà sempre, un fatto che connette le persone tra di loro.

Su Vittorio D'Aversa

Consulente Tecnico Forense in materia Informatica.

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