Invio della domanda di partecipazione a un concorso via Raccomandata o PEC?

Nella predisposizione del prossimo concorso per docente universitario il MIUR ha previsto che le “domande, corredate da titoli e pubblicazioni scientifiche sono presentate per via telematica”. Il concorso in questione è grosso: 25.000 candidati  con circa 180 commissioni per un totale di 900 commissari. Il Consiglio di Stato partendo dall’assunto che ciascun candidato allegherà alla domanda tutte le pubblicazioni, ha considerato la gestione elettronica del tutto decisamente più onerosa rispetto alla gestione cartacea tradizionale. Il MIUR che aveva stimato in 8 milioni di euro i costi connessi al concorso cartaceo ha richiesto una revisione del parere al Consiglio di Stato. Questi ha però risposto: “I risparmi di spesa non sembrano così rilevanti a fronte della complicazione che si introduce, pretendendo l’invio delle pubblicazioni esclusivamente per via informatica”.

Nella formulazione del parere il Consiglio di Stato ha probabilmente tenuto conto degli eventuali problemi riscontrabili dai candidati e dei costi di gestione della procedura. Riguardo ai primi ha valutato che la digitalizzazione delle pubblicazioni non è affatto una cosa banale. Vi sono candidati che allegano pochi pdf di qualche pagine l’uno e candidati che invece hanno scritto libri. Vi sono candidati che hanno una concezione dell’utilizzo dello scanner e della risoluzione adeguata perciò riescono a contenere in qualche kb l’intero documento e vi sono altri che scannerizzano ciascuna pagina a milioni di colori con dimensioni abnormi.

Ma superata questa fase e ipotizzato che tutti i candidati abbiano disponibili la loro domanda con gli allegati quali altri timori vi possono essere? È legittimo pensare ad un sottodimensionamento della casella di posta elettronica in termini di capacità? È cioè possibile che il candidato invia il tutto e gli viene risposto mailbox piena e quindi è escluso dal concorso? È sicuramente possibile ma un minimo di accorgimento tecnico e il problema può essere ovviato. A questo punto iniziano le problematiche lato PA. Il gestore del protocollo unico nazionale del MIUR cosa farà? O smisterà il file direttamente alla commissione oppure stamperà la domanda con tutti gli allegati, protocollerà il tutto e poi invierà ciascun plico cartaceo alla commissione. Nel primo caso la commissione ha un file e sarà libera di distribuirlo al suo interno ovvero di stamparne una copia per ciascun commissario. Nel secondo caso invece la commissione riceverà solo il cartaceo e quindi ne farà necessariamente altre copie.

E poi vi è il problema culturale: la carta è qualcosa che si tocca mentre un file basta un click per cancellarlo. Quindi un plico si perde difficilmente mentre un file si perde facilmente.

Al di là del conflitto istituzionale si pone un problema.  L’obbligo della PEC introdotto dal Codice dell’Amministrazione Digitale è cogente o è nella discrezionalità di ciascuna PA valutare di volta in volta le problematiche connesse con la gestione di un concorso e quindi adottare una soluzione piuttosto che l’altra?

Su Rodolfo Giometti

Ingegnere informatico libero professionista ed esperto GNU/Linux offre supporto per: - device drivers; - sistemi embedded; - sviluppo applicazioni industriali per controllo automatico e monitoraggio remoto; - corsi di formazione dedicati. Manutentore del progetto LinuxPPS (il sottosistema Pulse Per Second di Linux) contribuisce attivamente allo sviluppo del kernel Linux con diverse patch riguardanti varie applicazioni del kernel e dispositivi (switch, fisici di rete, RTC, USB, I2C, network, ecc.). Nei 15+ anni di esperienza su Linux ha lavorato con le piattaforme x86, ARM, MIPS & PowerPC.

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