EUCIP: perché sì, perché no

L’EUCIP (European Certification of Informatics Professionals) è un modello per la definizione di competenze e di profili di competenza, cui è associato un sistema di certificazione. L’obiettivo fondamentale di EUCIP è quello di favorire lo sviluppo professionale e la certificazione di specialisti in grado di progettare, realizzare e gestire sistemi ICT.

Il modello è stato promosso e realizzato dalle associazioni professionali informatiche europee raccolte nel CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies), tra cui AICA per l’Italia, con il contributo della Comunità Europea.

Secondo il modello EUCIP le competenze sono organizzate su due livelli:

  • Il livello base (core level), riguarda le conoscenze di base che qualsiasi professionista ICT deve possedere per esercitare al meglio i propri compiti, indipendentemente dalla sua specializzazione. Esso abbraccia sia competenze organizzative che quelle più strettamente tecnico-informatiche, quali ad esempio i concetti fondamentali legati alla stima tecnico-economica di un progetto o ai criteri di qualità nell’erogazione di un servizio o alla valutazione di impatto organizzativo.
  • Il livello elettivo (professional level), costituito dalle competenze specialistiche associate alle professioni ICT. L’identificazione di un profilo di competenza EUCIP si baserà sul possesso di un dato insieme di competenze specialistiche, dando per assodata la conoscenza delle competenze di base.

Il modello EUCIP individua 21 profili di competenza ICT.

Il suddetto documento pubblicato e sponsorizzato da AICA sta cominciando ad essere una base fondamentale per tutte le Pubbliche Amministrazioni. Si cominciano già riscontrare in alcuni documenti Tecnici e di Gara la richiesta di Profili di Competenza conformi a EUCIP.

Nell’ambito dei Comitati CNII del Consiglio Nazionale Ingegneri dell’Informazione e delle Commissioni Informatica e Telecomunicazioni, di cui faccio parte, si sta innescando una discussione che posso sintetizzare come:

EUCIP sì oppure no?

I contrari, EUCIP no, protestano in quanto non vedono riconosciuto il proprio Profilo Professionale di Ingegnere. I favorevoli, invece ritengono che la competenza EUCIP e la relativa certificazione possa essere finalmente il filtro (“forse”) per far entrare gli Ingegneri nell’Ordine Professionale, cioè per entrare e mantenere la posizione nell’Albo Professionale Settore C dell’Informazione dovrebbe essere superato l’esame EUCIP.

Personalmente non sono d’accordo con questa seconda impostazione ma neanche con la prima. Di seguito ne spiego le ragioni.

Nessuna delle competenze ICT dell’EUCIP è conforme a quanto previsto dal D.P.R. 328 art. 46. Mi permetto pertanto ritenere che le suddette competenze contemplate dall’EUCIP sono figure professionali tecniche e non professionistiche. Cioè nessuno dei suddetti profili può svolgere attività professionali paragonabili alle attività svolte dal Professionista Ingegnere dell’Informazione che, come prevede l’attuale ordinamento giuridico che deve essere: laureato, aver superato l’Esame di Stato ed essere iscritto all’Ordine degli Ingegneri necessario per esercitare la Professione. Nessuno dei suddetti requisiti è stato riportato in nessuno dei Profili, impropriamente definiti «professionali», di EUCIP.

Tutto quanto sopra evidenziato, lo sforzo svolto dall’AICA si può a mio avviso ritenere un lavoro che serviva e che finalmente è un primo passo verso la definizione e istituzionalizzazione dei Profili delle Competenze ICT, da cui il mercato del Lavoro finalmente può sviluppare un lessico comune tra committente e fornitore di servizi ICT.

A mio avviso quello che manca è la Figura Professionale del Progettista, Direttore Lavori e Collaudatore che non può che essere un laureato Ingegnere dell’Informazione con Abilitazione.

Le competenze EUCIP sono MESTIERI e non Professioni, invece noi siamo Professionisti (almeno per chi è iscritto all’Ordine).

Quindi non ci dobbiamo risentire se la PA in futuro chiederà la conformità a EUCIP, la cosa non ci dovrebbe interessare. Ci dobbiamo invece risentire sul fatto che non hanno scritto nulla sulle competenze del Direttore dei Sistemi Informatici o il RUP Responsabile Unico del Procedimento, che come minimo dovrebbero essere Laureati magari iscritti all’Ordine.

I membri iscritti agli Ordini Provinciali e al CNII dovrebbero interpretare bene la 328/2004 e far emergere la figura del Professionista Ingegnere dell’Informazione INDIPENDENTE, come PROGETTISTA (negli studi di fattibilità), DIRETTORE LAVORI (nel Monitoraggio dei Progetti) e come COLLAUDATORE esterno come prevede la Legge.

Purtroppo tutto quanto detto non è possibile applicarlo in quanto il legislatore dopo la 328/2004 non ha completato l’opera. Manca la regolamentazione sull’ICT per la Progettazione, Direzione Lavori, Collaudi, Ingegneria del Software, etc. che dovrebbero essere di competenza dell’Ingegnere dell’Informazione o Studi Professionali o magari Società di Ingegneria.

Questo spazio di competenza che dovrebbe svolgere l’Ingegnere dell’Informazione o lo Studio Professionale ICT, oggi è coperto dalla Aziende Fornitrici ICT che fanno i lavori a 360 gradi, dalla Progettazione Preliminare, Progettazione Definitiva, Progettazione Esecutiva, Realizzazione dei Sistemi, Collaudi, etc.. Come dicono a Napoli, se la suonano e se la cantano.       

L’Ingegnere dell’Informazione dovrebbe vere la capacità di far capire al mercato, PA Pubblica Amministrazione e Privato come prevede la 328/2004, che la competenza della Progettazione Preliminare, Progettazione Definitiva, Progettazione Esecutiva, Direzione Lavori, Collaudi, etc.. spetta all’Ingegnere dell’Informazione, Professionista INDIPENDENTE che si pone tra Committente e Fornitore a tutela degli interessi del Committente.

Ad oggi, il Committente Privato o Pubblica Amministrazione, le uniche armi di difesa che può utilizzare nei confronti delle grandi Aziende fornitrici ICT, sono la contrattualistica (fidejussioni, penali – comunque rarissimamente applicate, requisiti stringenti) e la riduzione dei costi di investimento nel settore ICT, il tutto a discapito della qualità e quindi del committente stesso.

Il suddetto problema, a mio giudizio, potrebbe essere risolto, tutelando il Committente, mediante l’affermazione del Professionista ICT o dello Studio Professionale o della Società di Ingegneria, che avrebbe un ruolo preliminare nella qualificazione dei requisiti del Committente e nella Contestualizzazione Progettuale sulla base della quale mettere in concorrenza le varie Aziende fornitori di Servizi ICT.

Quindi, per concludere, EUCIP sì ma come tabella di riferimento per confrontare le competenze richieste rispetto alle competenze acquisite. No alla certificazione EUCIP, almeno per i laureati e gli Ingegneri iscritti all’Ordine.

Questa è la mia filosofia e interpretazione della figura dell’Ingegnere dell’Informazione, chi vuole approfondire può acquistare il mio libro L’ingegnere dell’Informazione.

Su Rodolfo Giometti

Ingegnere informatico libero professionista ed esperto GNU/Linux offre supporto per: - device drivers; - sistemi embedded; - sviluppo applicazioni industriali per controllo automatico e monitoraggio remoto; - corsi di formazione dedicati. Manutentore del progetto LinuxPPS (il sottosistema Pulse Per Second di Linux) contribuisce attivamente allo sviluppo del kernel Linux con diverse patch riguardanti varie applicazioni del kernel e dispositivi (switch, fisici di rete, RTC, USB, I2C, network, ecc.). Nei 15+ anni di esperienza su Linux ha lavorato con le piattaforme x86, ARM, MIPS & PowerPC.

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