E’ nato bitcoin. Hanno rubato Bitcoin!

Cosa sono i Bitcoin?

Se vogliamo molto semplice rappresentano l’equivalente del contante di Internet, ed attraverso questi si ha la possibilità di spedire gli stessi Bitcoin attraverso la rete a chiunque senza usufruire del servizio dell’intermidiario.

Viene quindi abbastanza semplice pensare quali siano i servizi di cui si può usufruire attraverso l’utilizzo di questa moneta elettronica, due su tutti.

Naturalmente spedire e trasferire denaro in tutto il mondo.

La si può usare per vendere su Internet.

Messa cosi sembra la panacea di tutti i mali ed invece ad ogni giorno il percorso diventa sempre più accidentato, dovendo combattere sia legalmente, messe al bando nazionali, sia a livello informatico, sarà pure virtuale ma dietro ci sono soldi veri.

Che le cose non andassero veramente bene a livello informatico lo si è appreso ufficialmente dopo che anche MT.Gox ha bloccato i prelievi per tutti gli utenti, apparentemente a causa di un bug che mette al rischio l’intero mercato dei BTC.

La dichiarazione è chiara Le operazioni non torneranno alla normalità finché il baco non sarà corretto, ha deciso Mt.Gox, e ciò ha comportato il crollo del valore dei Bitcoin da 1.000 dollari americani a 570 dollari in niente due ore.

Naturalmente lo stop imposto da Mt.Gox, è stato repentinamente seguito da altre aziende che erogano tale servizio e quindi anche queste hanno sospeso le attività aspettando che il problema tecnico si risolvesse o almeno arginasse i DDoS in corso, nel con tempo però si scopriva che altri minacce lato client erano già presenti attraverso un malware.

Nello specifico Il bug, opera attraverso alcune  modifiche ai metadati nelle richieste di transazioni sul network P2P di Bitcoin per causare confusione sul server, comportando per i server errori di autenticazione e problemi nel codice da sfruttare per condurre attacchi più specifici.

E come nelle più classiche controversie tra mercato e sicurezza giù tutti a definire questa problematica sotto controllo e soprattutto ingigantita dai vari esperti di settore informatico solo per portare acqua la proprio mulino.

Ma stavolta, come del resto nella stragrande maggioranza degli attacchi informatici il risultato ha dato ragione ai sistemi di sicurezza, carenti e dir poco stavolta ed il risultato finale è sto che sono state completamente ripulite le casseforti di Bitcoin.

L’ A.D. si è visto costretto a denunciare il tutto con tanto di cifre e nello specfico ha dichiarato il furto di 2,7 milioni di dollari in Bitcoin.

Ma la cosa più grave è stata che questa operazioni di “fuori tutto” è stata possibile proprio grazie alla leggerezza nella sicurezza informatica che già era stata evienziata in precedenza.

Qui adesso nasce spontanea la domanda ma una piattaforma come questa non dovrebbe avere una sicurezza informatica di tutto rispetto visti i danni economici che si possono generare?

Sarebbe bastata una sana politica di security accompagnata con i più classici penetration test e vulnerability assesment per arginare individuare e bloccare le operazioni fino alla rimozione dei bug. 

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