Cloud Computing: cos’è veramente?

Da qualche tempo si sente sempre più parlare di Cloud Computing. Sembra che questo sia il futuro dell’informatica, un qualcosa con cui tutti prima o poi dovranno confrontarsi: se non lo adotti sei fuori. Insomma, un po’ come qualche anno fa è accaduto con il Web 2.0.

Ma che cos’è veramente il Cloud Computing?

Il bello è che spesso nemmeno gli addetti ai lavori si intendono bene e qualche volta vengono fuori incomprensioni perché uno intendeva una cosa e l’altro ne intendeva un’altra. Soprattutto in presenza di espressioni molto vaghe come appunto Cloud Computing.

Proviamo a fare un po’ chiarezza.

Che cos’è il Cloud Computing

Tanto per cominciare va detto che il Cloud Computing non sarebbe una vera e propria nuova tecnologia. Così come è avvenuto per il Web 2.0, il Cloud Computing potrebbe essere definito come un nuovo approccio all’utilizzo di tecnologie esistenti: Internet, virtualizzazione, Web, ecc.

In altre parole, il Cloud Computing si prefigge lo scopo di creare una piattaforma di elaborazione che prescinde da una localizzazione fisica e che astrae le risorse hardware e software impiegate.

Vari tipi di Cloud Computing

L’espressione inglese indica genericamente un approccio all’elaborazione che sfrutta risorse remote, risorse che si trovano… nella nuvola di Internet, con un chiaro omaggio all’iconografia classica dei diagrammi di rete.

Possiamo distinguere tre tipologie di Cloud Computing in base al tipo di risorsa remota:

  • IaaS (Infrastructure as a Service)
    Mette a disposizione dell’utente risorse di calcolo hardware sia fisiche che virtualizzate.
    Sono questi i servizi forniti ad esempio da Rackspace, VMHosts, NGI, per citarne alcuni.
  • PaaS (Platform as a Service)
    Consiste nel fornire all’utente una piattaforma software composta da servizi, programmi, librerie, ecc. In genere si tratta di un complesso di API specializzate per la realizzazione di applicazioni. Ne sono esempi Google Apps Engine e Force.com.
  • SaaS (Software as a Service)
    Prevede l’utilizzo di un’applicazione remota tramite un comune browser e/o applicazioni client specifiche. Per fare qualche esempio noto citiamo SalesForce, Google Apps, Zoho.

A prescindere dalla tipo di risorsa, i punti caratterizzanti del Cloud Computing possono essere riassunti nelle seguenti voci:

  • la fornitura come servizio
    le risorse, sia hardware che software, sono fornite come servizio, cioè su richiesta dell’utente e per il tempo ritenuto necessario, a differenza del tradizionale acquisto di hardware e di licenze software

  • l’accesso remoto
    le risorse sono accessibili via Internet, di solito con strumenti standard o forniti dal fornitore di servizi

  • la trasparenza dell’implementazione
    i dettagli dell’implementazione tecnica dei servizi sono generalmente ininfluenti per l’utente finale e la manutenzione dell’infrastruttura sottostante è a carico del fornitore

I vantaggi

L’approccio Cloud all’acquisizione di risorse di elaborazione offre indubbi vantaggi. Tra questi possiamo evidenziarne alcuni tra i più rilevanti.

La fornitura come servizio evita all’azienda di fare investimenti hardware e software e di occuparsi della loro manutenzione ed evoluzione. L’azienda utilizza le risorse soltanto per il tempo che ritiene necessario; addirittura alcuni fornitori consentono un utilizzo ad ore delle risorse di calcolo.

Immaginate cosa può significare questo per un’azienda che ha necessità di effettuare certe elaborazioni soltanto per un periodo dell’anno oppure quali vantaggi offre per l’avvio di un nuovo progetto: non è necessario dotarsi di hardware e/o software che non verrà utilizzato per la maggior parte del tempo o il cui impiego futuro non è certo.

Tra l’altro, la possibilità di poter aumentare o diminuire la richiesta di risorse di calcolo in base alla effettiva necessità del momento consente una elevata scalabilità di questo approccio all’elaborazione.

L’accessibilità remota delle risorse di elaborazione offre la possibilità di poter lavorare da qualsiasi parte nel mondo, utilizzando in genere strumenti standard.

Se un’azienda vuole realizzare un servizio da offrire ai suoi clienti, il Cloud Computing le consente di concentrarsi sulla realizzazione del servizio, evitando di doversi dotare dell’infrastruttura idonea per la pubblicazione e la relativa gestione e manutenzione.

Le problematiche

Naturalmente non è tutto rose e fiori. I principali punti problematici dell’adozione del Cloud Computing riguardano la sicurezza e la continuità del servizio.

Per quanto riguarda la sicurezza, occorre tener presente che i dati gestiti dal servizio in the cloud risiedono presso terzi e che quindi sono potenzialmente esposti a rischi di sottrazione, quando non di manipolazione. Il ricorso alla crittografia potrebbe dare una mano, ma non sempre è applicabile.

In realtà questa problematica non è del tutto nuova: riguarda qualsiasi servizio di outsourcing e deve essere regolamentato da accordi di riservatezza secondo le norme vigenti sulla sicurezza e sulla privacy. La cosa si complica però in presenza di fornitori esteri, dal momento che le diverse giurisdizioni potrebbero avere differenze difficili da far coesistere.

Per prevenire queste problematiche è opportuno analizzare per bene quali dati far risiedere in the cloud e come tutelarli sia da un punto di vista tecnico che legale.

Il discorso sulla continuità del servizio è legato sia all’affidabilità del servizio offerto dal fornitore di Cloud Computing sia dalla robustezza della propria connessione Internet. Un potenziale disservizio potrebbe bloccare le attività dell’azienda con conseguente danno economico. Il disservizio naturalmente può accadere anche se le risorse di elaborazione sono interne all’azienda, ma il fatto di non poter controllare direttamente la situazione ha l’effetto psicologico di ingigantire il problema.

Anche in questo caso è opportuno tutelarsi contrattualmente o, in base alla criticità dei servizi, prevedere una ridondanza delle risorse di elaborazione remota e delle connessioni Internet.

Conclusioni

L’esplosione del Cloud Computing a cui si sta assistendo e l’uso del termine talvolta a sproposito ci impone da un lato a capire in cosa consiste e dall’altro di non lasciarsi prendere troppo dagli entusiasmi e di valutare con accuratezza vantaggi e svantaggi offerti caso per caso da questo modello di utilizzo dell’Information Technology.

Su Rodolfo Giometti

Ingegnere informatico libero professionista ed esperto GNU/Linux offre supporto per: - device drivers; - sistemi embedded; - sviluppo applicazioni industriali per controllo automatico e monitoraggio remoto; - corsi di formazione dedicati. Manutentore del progetto LinuxPPS (il sottosistema Pulse Per Second di Linux) contribuisce attivamente allo sviluppo del kernel Linux con diverse patch riguardanti varie applicazioni del kernel e dispositivi (switch, fisici di rete, RTC, USB, I2C, network, ecc.). Nei 15+ anni di esperienza su Linux ha lavorato con le piattaforme x86, ARM, MIPS & PowerPC.

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