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Category Archives: Virtualizzazione

Cloud Computing: la sicurezza è ancora un problema

Quasi tutte le organizzazioni, sia private, sia pubbliche, quando pensano al cloud computing, sono preoccupate dalla sua sicurezza. La Sicurezza delle Informazioni è un fattore cruciale per la scelta di modelli di Cloud Computing. In effetti i problemi riguardanti la sicurezza, la privacy e la residenza fisica dei dati sono spesso citati come i maggiori inibitori all’adozione del cloud.

A mantenere questa situazione di incertezza sono alcuni esperti di sicurezza che indicano come la visibilità ed il controllo siano ancora elementi mancanti nel cloud.

In risposta a questa visione negativa vi è un nutrito numero di esperti cloud che afferma esattamente il contrario. Ossia, in molti casi, i dati nel cloud sono più al sicuro rispetto a quelli in un’installazione on-premise, specialmente per quelle piccole organizzazioni che non abbiano le risorse da dedicare a tecnologie di sicurezza e permettersi uno staff esperto.

Forse, allora, la difficoltà è dotarsi di uno staff abbastanza esperto in materia di sicurezza. Sembra essere proprio questa la problematica che affligge compagnie di qualsiasi grandezza.

Se questa, dunque, è la principale motivazione che induce molte persone a esitare,  e’ possibile affidare in piena fiducia i propri dati e, a volte, l’intera infrastruttura IT della propria azienda, ad un fornitore esterno?

Perché cross compilare quando si può compilare nativamente?

Lavorando con architetture diverse mi trovo spesso a dover utilzzare uno stesso pacchetto software su più piattaforme, nulla di speciale se si usano distribuzioni che lo supportano, ma la cosa diventa complicata se la distribuzione che abbiano non lo fa!

Molto spesso i sistemi embedded che si trovano in commercio vengono venduti con distribuzioni ad hoc (cioè ritagliate per l’hardware) le quali però non sempre supportano tutto il software che ci serve. In questo caso, quello che si può fare, è provare a cross compilare il software che ci serve per la nostra architettura; cosa però irta di difficoltà!

Questo perché le toolchain che ci vengono fornite sono spesso incomplete e, se anche non lo fossero, molto spesso succede che il pacchetto software che ci serve non è pensato per essere cross compilato. Tutti questi fattori rendono, alle volte, quasi impossibile la cross compilazione.

Ecco perché suggerisco ai miei clienti di abbandonare questa strada e di compilare nativamente; vediamo come e quali problematiche comporta.

Cloud Money

Discorrendo con un collega di cloud computing, si è finito, come al solito, a parlare di cose più terrene: l’aspetto economico che affligge le nostre aziende.

Da qui l’idea che esista un Cloud Economico, ossia una nuvola in cui sono racchiusi tutti i nostri compensi virtuali. Lavori eseguiti, consulenze effettuate, merce consegnata e … nella nuvoletta, assegni a babbo morto, promesse, fatture in giacenza, dilazioni, rate, e chi più ne ha più ne metta.

Il virtuale supera la realtà. E’ vero che siamo in un periodo di crisi ed a volte basta avere una commessa o un lavoro in corso che già ti rincuora, ma, purtroppo, anche il portafogli (e lo stomaco) ha bisogno di essere riempito.

Nulla da rimproverare ai lavoratori dipendenti che si lamentano di salari bassi e lavoro precario, ma un libero professionista o una piccola azienda quali certezze hanno con il loro lavoro?

Virtualizzazione di Windows XP o altri SO su Ubuntu con Qemu

qemu logo

qemu logo

I pc odierni sono sempre più potenti e molto spesso sotto sfruttati, la virtualizzazione permette di usarne il 100% della potenza e cosa molto utile di effettuare i test (magari di un nuovo software) su macchine usa e getta.

Cloud Computing: cos’è veramente?

Da qualche tempo si sente sempre più parlare di Cloud Computing. Sembra che questo sia il futuro dell’informatica, un qualcosa con cui tutti prima o poi dovranno confrontarsi: se non lo adotti sei fuori. Insomma, un po’ come qualche anno fa è accaduto con il Web 2.0.

Ma che cos’è veramente il Cloud Computing?

XMount finalmente liberi di virtualizzare!

Cosa succede dopo che abbiamo acquisito un disco in bitstream su file immagine?

In genere si comincia l’analisi del disco montando il file dd (raw), ewf o aff, ma ad un certo punto può esser utile virtualizzare l’immagine per tante ragioni, come per esempio lanciare i vari tools della Nirsoft, Sysinternals, lavorare con programmi proprietari istallati sulla macchina acquisita, guardare i processi in corso, ecc. ecc.

Fino a poco tempo fa, i sistemi per virtualizzare un file immagine erano quelli di:

  1. Convertire il file in formato VDI o VMDK (VirtualBox o VMWare tanto per citare i due virtualizzatori più diffusi), occupando così altro spazio su hard disk e tanto tempo macchina.
  2. Usare l’utilissimo LiveView, che evita la conversione e permette la virtualizzazione partendo direttamente dal file immagine in formato raw (dd).

LiveView però ha delle forti limitazioni:

  1. Gira solo sotto Windows.
  2. Usa VMWare e l’unica versione gratuita di VMWare server, accettata da LiveView, è rimasta la 1.0.qualcosa… ormai abbastanza vetusta.

Qualche tempo fa il buon Luigi Piciocchi (Caine-from-deb) mi parlò di XMOUNT, subito andai a verificare in maniera superficiale, istallandolo dal repository di Ubuntu e provai ad usarlo, ma non funzionava bene…

Kameleon: oltre i limiti della virtualizzazione

kameleon-ocz

kameleon-oczNegli ultimi anni la potenza dei computer e la loro capacità è aumentata in modo esponenziale, spesso anche in modo eccessivo rispetto ai compiti richiesti. Parallelamente si è diffusa la metodologia di suddivisione delle risorse di un computer in più ambienti di esecuzione: la Virtualizzazione.

… La virtualizzazione è una teconologia che fornisce una visione logica invece che fisica della capacità elaborativa, dei dati ed in genere delle risorse coinvolte…

Kameleon di GALLACCI COMMUNICATIONS è sistema di virtualizzazione basato su KVM (da poco adottato dalle maggiori aziende prodruttrici al mondo come IBM, HP..), ottimizzato per restituire all’utilizzatore le migliori performance in termini di sicurezza e gestibilità.

Fornito preinstallato sulle migliori memorie allo stato solido per server presenti sul mercato, attraverso ricercati accorgimenti tecnici di configurazione ed installazione sulla SSD, Kameleon risulta un prodotto dalle eccezionali caratteristiche di prestazioni ed affidabilità che non hanno pari anche tra i suoi più rinomati concorrenti.

Android: se non hai il telefono usa l’emulatore!

android sdk-1

In questi giorni sto valutando di comprare un cellulare basato su Linux. Inizialmente avevo pensato al Nokia N900, ma poi mi son convinto che, forse, è meglio puntare su di un cellulare equipaggiato con Android di Google.

Diverse persone mi hanno sconsigliato di prendere l’N900 perché basato su di un sistema (Maemo 5) poco diffuso (di fatto gira solo sul quel dispositivo); invece Android si sta diffondendo su diverse piattaforme hardware: Motorola, HTC e Samsung solo per dirne alcune…

Ma prima di passare all’acquisto di un dispositivo hardware volevo verificare cosa si poteva fare in pratica con Android; questo è possibile grazie all’SDK (Software Development Kit) che mette a disposizione di chiunque un vero e proprio simulatore di un generico telefonino con a bordo Android. Un programma/applicazione installata sul simulatore girerà esattamente come su di un dispositivo vero permettendoci quindi di fare tutte le prove che vogliamo fare!

Vediamo allora come si installa.

TurnKey Linux: accendi e vai!

TurnKey Linux logoQuanto tempo occorre per installare e configurare una macchina LAMP (Linux, Apache, MySQL e PHP)? E per attivare una piattaforma Joomla!? O per mettere su un server di posta?

Il sogno di ogni sistemista è di poter, se non azzerare, almeno di ridurre al minimo i tempi di installazione, configurazione, gestione delle dipendenze, ecc. di un ambiente applicativo.

Avere delle macchine già pronte all’uso o un meccanismo che eviti di ripetere tutte le volte il solito iter sarebbe la soluzione ideale.

In questo caso il progetto TurnKey Linux può dare una mano.

Clonare una macchina vera in 30 minuti con VirtualBox

Essendo uno sviluppatore mi son reso conto che la virtualizzazione di una macchina è molto comoda perché permette di proseguire con lo sviluppo dell’applicazione principale in contemporanea con (o con, addirittura, l’assenza de) l’hardware sul quale dovrà girare! Ma essendo anche l’amministratore della piccole rete del mio ufficio mi sto rendendo conto di cosa la virtualizzazione può fare anche in altri ambiti.

E’ appunto di questi giorni la «funerea» notizia che il mio server WEB, cioè la macchina che si collega ad internet via ADSL ed incorpora il WEB server del mio ufficio, dove ho su la mia pagina personale, i progetti che seguo ecc., mi sta lasciando… sta cioè letteralmente perdendo i pezzi! Ieri sera un connettore di uno dei dischi RAID di sistema si è staccato dalla motherboard… il server sta continuando ad andare con il disco RAID rimasto, ma fino a quando?

A questo punto mi son trovato davanti a due altrernative:

  1. spendere soldi e comprare una nuova macchina, o
  2. utilizzare il mio file server (che è un dual core con 2GB di RAM e 1TB di hard disk in RAID) per clonare il WEB server e farlo quindi girare su di esso.

Ovviamente ho scelto la seconda soluzione; e di seguito riporto il come ho fatto.

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