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Category Archives: Pubbica Amministrazione

Trasmissione telematica degli atti e Fattura Elettronica

Dopo l’obbligo di emissione della Fattura Elettronica verso la PA, a partire dal 30 giugno 2014 è scattato l’obbligo del deposito degli atti di qualsiasi procedimento civile esclusivamente attraverso la trasmissione telematica. Tale onere coinvolge anche gli ausiliari dei giudici, ivi compresi i professionisti tecnici che svolgono attività di CTU. È il Ministero della giustizia a comunicarlo a Ingegneri, Architetti, Geometri, Periti industriali, Agronomi e Agrotecnici con una circolare del 6 giugno scorso.

Per procedere alla trasmissione degli atti per via telematica, il CTU deve essere iscritto al Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (Reginde) con il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Il Registro degli indirizzi elettronici è stato istituito dal decreto 21 febbraio 2011, n. 44. Esso impone, oltre all’inserimento dell’indirizzo PEC, che il professionista tecnico indichi anche i propri dati identificativi.

I professionisti che esercitano attività di CTU, si legge nella circolare, possono essere registrati anche se non dotati di indirizzo di PEC: in tal caso essi potranno fruire solo del servizio di consultazione ma non dei servizi di deposito e comunicazione telematica.

Senza la registrazione non sarà possibile, per i CTU interessati, adempiere all’incarico eventualmente assunto con le conseguenze processuali del caso.

Conservazione sostitutiva: le nuove regole.

La protocollazione e la conservazione dei documenti informatici hanno ora nuove regole. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.59 del 12 marzo 2014 entrano in vigore le regole tecniche stabilite lo scorso 3 dicembre, inserite nei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Per quanto riguarda il protocollo informatico si tratta della modifica al DPCM 31 ottobre 2000. Era già previsto che la trasmissione dei documenti avvenisse mediante l’utilizzo della posta elettronica, ora può avvenire anche attraverso la PEC o in cooperazione applicativa basata sul Sistema Pubblico di Connettività e sul Sistema Pubblico di Cooperazione.

Facendo riferimento, invece, alla deliberazione CNIPA n. 11/2004, è stato introdotto il concetto di “sistema di conservazione” atto ad assicurare la conservazione a norma di legge dei documenti elettronici e la disponibilità dei fascicoli informatici. Con le modifiche apportate si stabiliscono finalmente le regole, le procedure, le tecnologie e i modelli organizzativi da adottare per la gestione di tali processi.

Le nuove regole tecniche per la protocollazione e la conservazione dei documenti informatici s’inseriscono nel contesto delle attività di semplificazione e innovazione in favore dei procedimenti amministrativi. Molto spesso, l’applicazione delle regole precedenti ha portato ad alcuni equivoci operativi, nonché ad un’errata interpretazione della conservazione sostitutiva. 

Fatturazione Elettronica alla P.A.: ora si può!

Dal 6 dicembre 2013 è possibile per i fornitori che cedono beni o prestano servizi alle PA inviare le fatture in formato elettronico.  L’ha comunicato l’Agenzia delle Entrate.

È partita la fase sperimentale, della durata di sei mesi, durante la quale i fornitori che hanno aderito volontariamente al Sistema di Interscambio (SdI), gestito dall’Agenzia delle Entrate, potranno utilizzare tale modalità di fatturazione, dopo aver preventivamente stipulato l’accordo.

La fatturazione elettronica sarà obbligatoria dal 6 giugno 2014 nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti di previdenza, che non potranno più accettare fatture in formato cartaceo.

Introdotta dalla Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), è uno dei tre progetti ritenuti strategici per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana. Solo dal 6 giugno 2015, però, l’obbligo scatterà per tutte le altre amministrazioni ad eccezione di quelle locali. Con un apposito decreto sarà fissata la data di attivazione per queste ultime.

Cosa è L’Agenda Digitale

Ultimamente se ne sente parlare, e tanto, ma sembra proprio che gli Italiani e purtroppo ancor di più le aziende e gli enti non hanno ne capito cosa sia ne cosa si debba fare con questa fantomatica agenda digitale.

Proviamo a mettere in chiaro, con poche parole e se ci riusciamo chiare, cosa sia l’agenda digitale e L’Agenzia per l’Italia Digitale che è stata creata con il primo Decreto Crescita del Governo Monti.

L’Agenzia ha il gravoso compito di gestire i processi di digitalizzazione, innovazione tecnologica e ammodernamento della Pubblica Amministrazione, e nello specifico dovrebbe sviluppare alcuni passaggi come:

L’accessibilità dei siti web e la legge italiana

Forse non tutti sanno che nel lontano 2004 il nostro legislatore in un momento di lucidità ha stabilito che l’accesibilità dei siti web sia un parametro obbligatorio per i siti istituzionali.

Il tutto a seguito alla pubblicazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”.

Con il termine “accessibilità” si intende (significato estratto da wikipedia) “la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi categoria d’utente”, calato nella nostra realtà informatica e soprattutto per i siti internet quanto detto significa che gli stessi  devono essere sviluppati secondo le regole (adottate in un documento detto linee guida) internazionali.

Stranamente in Italia queste linee guida sono state addirittura ampliate e ciò non può farci che piacere.

Realizzare un sito accessibile è sicuramente un obbligo (inutile dire poco rispettato) all’interno degli enti pubblici, ma dovrebbe essere cos buone e giusta rendere tali anche tanti siti privati, che a tutti gli effetti rivestono carattere di pubblico servizio visto i servizi che erogano, sto pensando alle banche alle assicurazioni ecc..

Sintesi della metodologia d’impatto per il riordino dei siti istituzionali

mappa metodologica

Di seguito un breve estratto della metodologia per lo studio di conformità dei siti.

mappa metodologica

Il metodologia nasce per le P.A. centrali e/o locali, ma è indubbia la sua utilità anche nel privato e soprattutto per quei privati che sviluppano la propria attività anche e con operazioni di marketing. La metodologia consta di tre fasi procedurali che non bloccano mai l’operatività del sito/portale e che al termine di ogni fase apporta subito le eventuali modifiche riscontrate e concordate.

Linee guida per i siti delle Pubbliche Amministrazioni

Le pubbliche amministrazioni che gestiscono un sito istituzionale devono sottostare ad una serie di regole normative e tecniche ben precise e dalle quali non si può assolutamente prescindere.

Queste normative, alcune volte anche stringenti, hanno visto la luce con l’art. 4 della Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione 26 novembre 2009, n. 8, dove si ritrovano citati la necessità di ridurre dei siti web pubblici, ma non al fine di toglierli dalla rete bensì con il preciso scopo di migliorare la qualità di quelli attivi che erogano servizi all’utenza.

Oggi si può affermare con convinzione che l’unico vero dettame legislativo in materia risiede nel garantire la massima “accessibilità” alle informazioni attraverso una sempre maggiore fruibilità dei servizi offerti, unitamente alla sicurezza che il servizio stesso deve offrire soprattutto rispetto alla privacy.

Possiamo affermare che quanto appena detto rappresenta il requisito fondamentale per la comunicazione on line nella Pubblica Amministrazione.

Nella legge Sviluppo 2 nuovi obblighi per le Pubbliche Amministrazioni.

E’ entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2013 l’obbligo di stipula del contratto pubblico di appalto con atto pubblico notarile informatico, per essere più chiari ove mai ve ne fosse bisogno, in modalità elettronica o comunque in forma scritta.

Se non rispettato tale ordinamento di legge  prevede la sanzione della nullità del contratto di appalto qualora lo stesso non sia stato stipulato in forma scritta.

In proposito il legislatore non ha lasciato spazio alle classiche interpretazioni, o ai classici giochetti per agirare l’ostacolo,  ed in tal caso l’art. 6, comma 3 della legge n 221/2012, subentra e sostituisce il comma 13, articolo 11 del Codice dei Contratti (D.Lgs 163/2006), e stabilisce che “Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale erogante dell’amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata.” 

Art. 50-bis del codice dell’amministrazione digitale

A luglio L’agenzia per l’Italia digitali, meglio conosciuta come DigitPA, ha pubblicato le Linee guida per il disaster recovery, con lo specifico compito di determinare in modo puntuale e senza ambiguità i nuovi obblighi relativi alla gestione delle emergenze in caso di guasto dei sistemi informativi pubblici. 

Prima ve ne era la necessità solo per permettere una corretta gestione dei dati, adesso il nuovo articolo 50-bis sancisce l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni di attivarsi per garantire la continuità operativa dei servizi erogati, a fronte di eventi disastrosi, attraverso interventi di carattere organizzativo ed operativo.

In particolare l’art 50 bis è volto a fornire alle pubbliche amministrazioni gli strumenti utili da adottare per determinare le giuste misure che assicurino la continuità delle operazioni indispensabili per il servizio e il ritorno al normale funzionamento attraverso la predisposizione di piani di emergenza.

L’importanza della formazione

L’organizzazione, le tecnologie ed il capitale umano sono le tre chiavi insostituibili con le quali una azienda, pubblica o privata che sia, che voglia migliorare la propria posizione competitiva sul mercato, deve misurarsi.

In questo specifico momento di forte recessione economica è indispensabile se non addirittura fondamentale nella gestione delle imprese acquisire costantemente nuove conoscenze e determinare costantemente le scelte aziendali.

La formazione continua è indispensabile per mettere in luce e accrescere le capacità delle risorse aziendali.

In passato organizzazione e tecnologie sono state da sempre sotto i riflettori basti pensare a quanti sistemi informativi si sono succeduti negli ultimi dieci anni, contrariamente per la formazione non è stato così pensando che la pratica lavorativa quotidiana fosse sufficiente per far acquisire tutte le competenze necessarie per svolgere al meglio le attività.

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