Professionisti & Consulenti ICT - Italia

Il portale dei Professionisti & Consulenti ICT Italiani! Leggi tutto »

 

Category Archives: Figure Professionali

Il CTU conciliatore fra le parti

il ctu conciliatore

«Il consulente tecnico, prima di provvedere al deposito della relazione, tenti, ove possibile, la conciliazione delle parti». Spesso i Magistrati, con questa frase, affidano al consulente il compito di tentare di conciliare la lite, inserendo la richiesta nel quesito tecnico. Viene così sollecitato l’esperimento del tentativo di conciliazione, affinché le parti in giudizio, possano considerare una strada diversa per arrivare a un’intesa e, quindi, chiudere la lite.

A differenza di altre procedure a norma di legge, la conciliazione affidata ai CTU si svolge sempre a processo già iniziato o a seguito di un ricorso, superando in alcuni ambiti le limitazioni normative.

Il ruolo del consulente tecnico conciliatore si sta sempre più affermando da quando nel nostro ordinamento, trovano spazio, strumenti alternativi per risolvere le controversie: dall’arbitrato alla mediazione, alla negoziazione assistita.

Sono, quindi, i Giudici ad affidare ai consulenti l’incarico di tentare di comporre i conflitti, e la normativa che riconosce il potere conciliativo del CTU si riscontra, in particolare, nell’articolo 696-bis del Codice di procedura civile (in vigore dal 1° marzo 2006), intitolato «Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite». In esso si attribuisce al CTU, per la prima volta in modo così definito, il ruolo di conciliatore: una funzione che per anni i consulenti hanno svolto solo di fatto.

Trasmissione telematica degli atti e Fattura Elettronica

Dopo l’obbligo di emissione della Fattura Elettronica verso la PA, a partire dal 30 giugno 2014 è scattato l’obbligo del deposito degli atti di qualsiasi procedimento civile esclusivamente attraverso la trasmissione telematica. Tale onere coinvolge anche gli ausiliari dei giudici, ivi compresi i professionisti tecnici che svolgono attività di CTU. È il Ministero della giustizia a comunicarlo a Ingegneri, Architetti, Geometri, Periti industriali, Agronomi e Agrotecnici con una circolare del 6 giugno scorso.

Per procedere alla trasmissione degli atti per via telematica, il CTU deve essere iscritto al Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (Reginde) con il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Il Registro degli indirizzi elettronici è stato istituito dal decreto 21 febbraio 2011, n. 44. Esso impone, oltre all’inserimento dell’indirizzo PEC, che il professionista tecnico indichi anche i propri dati identificativi.

I professionisti che esercitano attività di CTU, si legge nella circolare, possono essere registrati anche se non dotati di indirizzo di PEC: in tal caso essi potranno fruire solo del servizio di consultazione ma non dei servizi di deposito e comunicazione telematica.

Senza la registrazione non sarà possibile, per i CTU interessati, adempiere all’incarico eventualmente assunto con le conseguenze processuali del caso.

Il Consulente Tecnico di Parte lo sceglie l’Avvocato?

Per la scelta di un consulente tecnico forense non esiste una regola standard, né tantomeno una prassi consolidata che lo indichi con chiarezza. L’esperienza professionale è variegata, e conta casi e situazioni in numero pressoché equivalente tra quando è l’avvocato a scegliere o quando è designato dalla parte stessa.

Solitamente, il Consulente Tecnico Forense è individuato dalla parte in causa, che gli affida l’incarico e lo mette in contatto con il legale designato. Un modus operandi che tende a sganciare le professionalità del consulente da quelle del legale di fiducia. In molti casi, una situazione proficua e determinante in modo positivo, ma in altri, può costituire un handicap per l’iter processuale.

Il Consulente Forense non è solo una persona competente nella materia del contenzioso in oggetto, ma deve essere esperta, o almeno a conoscenza, della procedura giudiziaria.

E’ fondamentale che, tra il Consulente Forense di parte e il legale designato vi sia una buona sinergia, al fine di costruire un’adeguata strategia di difesa del proprio assistito. E, che quest’affinità sia garantita durante tutta la fase processuale, da quella istruttoria, durante le attività peritali d’indagine del CTU e, in seguito, fino all’eventuale fase dibattimentale.

Economia e Ingegneria dell’Informazione

Cosimo Mazzotta

L’economia italiana perde colpi e questo non solo a causa della crisi, la spinta propulsiva della nostra economia si è esaurita già prima, negli anni in cui la corsa degli altri paesi è stata invece più o meno spensierata, in un mondo in rapidissimo cambiamento.

Mario Deaglio – Economista e docente di economia internazionale all’università di Torino – Perdita di occasioni d’affari, di quote di mercato ed ostacoli al reperimento di risorse finanziarie, sono stati i costi della tradizione italiana. Pesa soprattutto nel corso degli anni la chiusura di numerose grandi imprese elettroniche e chimiche, per l’incapacità del sistema italiano di fornire una quantità di stimoli sufficienti per la crescita di comparti ad alta tecnologia. Pertanto, così come sostenuto da Mario Deaglio, in occasione del XVII rapporto sull’economia globale del 22 novembre 2012, l’Italia è un Paese a bassa tecnologia.

Antonio Marzano – Economista e presidente del CNEL – n occasione del recente 57° congresso del CNI a Rimini, ha evidenziato come l’evoluzione tecnologica sia il fattore principale di sviluppo, per cui paesi più stazionari come l’Italia, hanno un bisogno non più rinviabile dell’applicazione e diffusione delle tecnologie, per rafforzare la competitività, a cominciare dalle tecnologie informatiche. Secondo Marzano, questo Paese non ha tratto slancio nel proprio sviluppo determinato dalla diffusione delle tecnologie informatiche, perché il beneficio derivante dall’uso delle tecnologie ICT, purtroppo è stato controbilanciato dalle diseconomie nel frattempo maturate su altri fronti.

Armando Zambrano – Presidente CNI – In occasione del 57° congresso, ha sostenuto che in futuro assisteremo ad un ampliamento del mercato professionale dell’ingegneria dell’informazione, d’importanza sempre più strategica per lo sviluppo del Paese.

Quando l’assicurazione professionale obbligatoria non ti copre!

L’art.9, comma 4, del DL n.2012, come convertito in legge, stabilisce che il professionista deve rendere noto al cliente, tra l’altro, i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale e l’art. 3 , comma 5, lettera e), del DL n.138/2011, come convertito dalla legge n.148/2011, prevede che “a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni  generali delle pollzze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti.

Assicurarsi quindi, per tutti i professionisti, è diventato un obbligo.

ICT e sicurezza della persona: è necessario regolamentare le figure professionali ICT

Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione ha consentito la produzione di beni e servizi a costi sempre minori e dalle prestazioni e funzionalità sempre crescenti. In questo contesto si sono sviluppate tutta una serie di figure professionali che a vario titolo e con differente qualificazione professionale, danno il loro importante contributo. L’ICT ha però abbattuto ogni barriera geografica e ogni sistema di protezione dei dati e della persona tradizionali: il dato della propria carta di credito usato per pagare una cena in Italia il giorno dopo può essere usata per frodi negli USA; ed ancora,  passando da una consolle di videogiochi in Giappone posso generare migliaia di Carte di Identità vere intestate a persone inesistenti in Australia.

La sicurezza della persona è quindi messa in discussione quando si sta sotto un tetto pericolante ma anche quando, quotidianamente, si utilizza la tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Può essere messa in discussione la sua sicurezza economica, la sua sicurezza sociale e anche la sicurezza fisica. Si pensi per l’aspetto economico alle frodi di cui quotidianamente si ha notizia per operazioni illegittime su conti correnti o con carte di credito, per la sicurezza sociale ai danni che derivano al cittadino dalla violazione di dati personali e sensibili, ma anche, e non va assolutamente sottovalutato, le conseguenze sulla sicurezza fisica. Si pensi a un impianto di domotica impazzito, a un guasto al sistema informatico di un ospedale, a un errore nel software che individua il ricevente ottimale per una donazione di organi.

Tutti questi aspetti necessitano di approfondita riflessione e va capito se e in che modo è necessario introdurre nel settore ICT specifiche norme a tutela della sicurezza delle persone.

Nuove regole e un giusto riconoscimento alla progettualità!

Palermo: giornata di studio sugli scenari professionali degli Ingegneri dell’Informazione.

Gli Ingegneri dell’Informazione: una categoria di professionisti con una regolamentazione nel mondo del lavoro carente, che non riesce a svolgere un ruolo da protagonista in scenari strategici e cruciali, come ad esempio quello dell’Information and Communication Tecnology (ICT).

L’argomento è stato affrontato durante il convegno dal titolo “L’ingegnere dell’informazione oggi: nuovi scenari e prospettive”, che si è tenuto a Palermo e che è stato presieduto dall’ing. Bruno Lo Torto, presidente della commissione Ingegneri dell’Informazione dell’Ordine di Palermo.

È stato trattato il tema del lavoro, ponendo al centro le prospettive di questa categoria. 

I giovani ingegneri sotto l’egida degli ordini professionali e dell’Università di Palermo chiedono “nuove leggi per la loro futura attività professionale e nuove regole per i concorsi pubblici che li possono riguardare, il giusto riconoscimento che meritano della progettualità e della professionalità nel settore elettronico, delle telecomunicazioni, del project/program management, e dell’informatica come previsto nel Dpr 328/2001”.

Serve una regolamentazione del ruolo di informatico?

tutti in rete E’ sotto l’occhio di tutti quanto l’innovazione tecnologica abbia profondamente cambiato, negli ultimi 10 anni, molte abitudini e modi di fare radicati nella società civile. I social networks e le reti mobili a larga banda sono solo alcune delle ultime novità che hanno ridefinito i rapporti sociali e di comunicazione nella moderna società digitale.

Mediazione Civile: l’assistente di parte

E’ di queste settimane l’entrata in vigore della figura del Mediatore Civile e Commerciale (a marzo, salvo proroghe, il Mediatore sarà una realtà) il quale verrà chiamato a dirimere le controversie civilli che ad ora necessitano di procedimenti da era geologica prima di vedere una conclusione.

Assieme a questa figura però se ne affianca un’altra, di per se molto interessante, che è chiamata invece ad assistere una delle parti durante lo svolgimento del procedimento di Mediazione: l’assistente di parte in procedimenti di mediazione civile e commerciale.

Il professionista ICT

La comune idea ed accezione di professionista ICT è alquanto vasta ed elastica perché in tale categoria rientrano tutti coloro che svolgono le più svariate attività inerenti al trattamento, alla conservazione e alla trasmissione delle informazioni; ovvero tutte quelle attività che riguardano l’hardware ed il software dei sistemi informatici: da chi ripara l’hardware, o semplicemente installa e configura software, fino a chi progetta vaste reti di telecomunicazione ed importanti sistemi informatici, nonché apparecchiature elettroniche di controllo inglobate in opere di ingegneria civile, meccanica, oppure in strumenti medici di diagnostica o cura.

Poiché l’ICT è diventato, e diventerà, sempre più pervasivo e strategico, volendo definire e regolamentare meglio il lavoro e le professionalità ad esso inerenti, soprattutto per garantire al massimo sicurezza e salvaguardia della privacy,  pare evidente la necessità di distinguere e definire meglio le caratteristiche di chi lavora in questo settore, stabilendo varie gradazioni di competenza, preparazione e responsabilità.

Attualmente non esistono vincoli o privative e, in buona sostanza, in campo ICT tutti possono fare tutto.

Non esistono quindi i controlli e le garanzie per la comunità che esistono invece in altri settori lavorativi quali, per esempio, l’edilizia, la sanità, l’attività forense e notarile, l’attività di certificazione contabile, l’insegnamento pubblico e l’attività della magistratura.

Così come nella sanità esistono medici ed infermieri, nell’edilizia progettisti, capomastri e muratori, è bene che anche nell’ICT, siano distinte almeno due categorie di professionalità ed almeno due livelli di competenza, di preparazione e di responsabilità.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi