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Category Archives: Contratti

Diritto di recesso dei consumatori per acquisti online, fuori da locali commerciali o a distanza

Fonte immagine www.tomshw.it

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Finalmente arriva il beato weekend… siamo carichi e pronti! Decidiamo di rilassarci e rimanere a poltrire sul divano davanti alla tv o al tablet oppure magari ci buttiamo nella mischia dei centri commerciali per fare un po’ di shopping… una cosa è certa: almeno una volta nella vita ci è capitato di comprare direttamente da internet oppure di aderire alle tante promozioni che ci propongono negli stand che troviamo per strada!

Io personalmente acquisto ormai tutto su internet: dalle scarpe, agli elettrodomestici, ai libri agli addobbi per il mio matrimonio.

La comodità di stare belli a casa senza lo stress di cercare parcheggio, l’immediatezza di poter leggere nel dettaglio le caratteristiche tecniche di ciò che vorremmo acquistare, la possibilità di comparare i prezzi dello stesso articolo in diversi e-commerce, sono solo alcuni dei vantaggi di un acquisto online o in generale a distanza. Così come, acquistando negli stand allestiti nei centri commerciali o per strada, possiamo usufruire di offerte e promozioni limitate molto spesso davvero convenienti.

Il nuovo servizio invent with Nokia: luci ed ombre

Da poco è stato lanciato il nuovo servizio invent with Nokia che apre a tutti noi la possibilità di inventare nuovi prodotti e servizi. Nokia afferma sul sito dedicato che le idee che vengono brevettate sono poi ricompensate finanziariamente. Ci sono abbastanza argomenti e novità per poter procedere ad analizzare il servizio e per capirne le effettive potenzialità.

Appena si entra sul sito non è stata trovata la possibilità di “localizzare” i contenuti in Italiano. Poco male per la lingua che può anche esser tradotta con i tanti servizi online ma se il servizio non fosse “pensato” per ogni paese c’e’ il rischio effettivo di avere dei problemi con i vari sistemi “legislativi” di tutela della proprietà intellettuale. Ad esempio in Italia non vige il “common law” e ci sono regolamenti specifici che, ad una prima lettura, non sembrano contemplati. Anzi. Per poter leggere la “ricompensa finanziaria” occorre prima registrarsi dando i propri dati personali (telefono fisso e mobile, indirizzo, email, data di nascita…) apponendo al termine del modulo una crocetta sulla condizione seguente:

I understand the information I provide to Nokia is non-confidential and neither Nokia nor I have any obligation to keep it confidential. If Nokia is interested in the submission and requires further details regarding my invention, Nokia and I need to enter into a separate agreement.

Pertanto mi trovo indirettamente e da subito costretto a dichiarare che tutte le informazioni date anche quelle personali sono “non confidenziali” e nessuno ha l’obbligo di tenerli confidenziali: ciò potrebbe andar bene fino ad un certo punto per l’”idea” ma non certo per i propri dati personali da compilare per i quali non c’e’ neanche l’ombra di un riferimento alla normativa Italiana (legge sulla privacy).

I portali: come si configurano da un punto di vista giuridico?

Questa volta mi piacerebbe accennare ad alcuni punti fondamentali delle terminologie utilizzate nella c.d. “new – economy”, posto che spesso dietro a dei nomi, per lo più clonati dalla terminologia americana, si celano aspetti giuridicamente complessi e variegati, almeno per quanto concerne il nostro ordinamento.

Facebook e clausole contrattuali

Premetto che le mie osservazioni saranno basate esclusivamente sugli aspetti giuridici, non potendo e non volendo andare a toccare altri aspetti non pertinenti.

Inoltre è bene precisare che la struttura del diritto nei paesi cosiddetti di “common law” (come gli Usa, patria di Facebook e di tanti altri fenomeni) e nei paesi cosiddetti di “civil law” (come il nostro) è molto diversa, e di questo occorre tenere conto per mischiare, come si diceva una volta, “le pere con le mele”. 

Le clausole giuridiche che regolerebbero l’utilizzazione di FB sono reperibili nella versione originale (in inglese) in questo sito, mentre quelle concernenti la “privacy” (intesa come riservatezza e non nell’accezione della legge applicabile in Italia) a questo indirizzo.

Da tenere presente che la traduzione in italiano è molto fuorviante per cui – almeno – andiamo a leggere le clausole originali in inglese (che, come tra l’altro avverte il sito, sono quelle che prevarrebbero in caso di discordanza di termini).

Partiamo dal diritto d’autore (reperibile sotto la voce “Licenses”).

Il contratto di comodato hardware gratuito

Il comodato è ex art. 1803 del c.c. “il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile o immobile affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta”.

Tale contratto ha natura reale, in quanto si perfeziona con la consegna della  cosa ed è un contratto essenzialmente gratuito, in quanto, la previsione di un compenso (eccezion fatta che per il pagamento a titolo di rimborso spese) farebbe ricadere la tipologia del contratto nella locazione (Cass. Civ. sent. 276/1975).

Un imprenditore può avere interesse a dare in comodato gratuito un hardware o un’attrezzatura informatica ad un’alta parte affinchè la stessa  se ne serva con vantaggi economici indiretti per lo stesso imprenditore Comodante (es. un palmare sul quale è installato un software licenziato dello stesso imprenditore, ecc.).

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