Home News News Legali Addio alle polverose carte notarili: al via l’atto pubblico informatico

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Addio alle polverose carte notarili: al via l’atto pubblico informatico Stampa E-mail
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News - News Legali
Scritto da Giovanna Casamassima   

Finalmente anche l’atto notarile, in linea con le previsioni del Codice dell’Amministrazione Digitale, è destinato a cambiare supporto.

E’ stato infatti approvato lo scorso 24 giugno 2010 dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo relativo all’atto pubblico informatico. Parole chiave di questa rivoluzione in atto sono documento informatico, firma digitale ed equivalenza tra supporto cartaceo e supporto informatico.

Il notaio, dunque, con il consenso espresso delle parti, potrà redigere l’atto pubblico telematicamente, provvedendo poi a garantirne integrità ed autenticità mediante l’apposizione della  propria firma digitale.

La sottoscrizione delle parti dell’atto, tuttavia, non comporta per le parti l’obbligo di dotarsi di una propria firma digitale, posto che le stesse si potranno servire anche di una firma elettronica non qualificata (scansione della firma autografa).

Ciò consentirà in un futuro non molto lontano di poter redigere atti pubblici a distanza, senza che le parti debbano fisicamente spostarsi da un luogo ad un altro.

Gli  atti pubblici notarili redatti telematicamente verranno, secondo il disegno di legge in questione, conservati presso una infrastruttura informatica che verrà costituita ad hoc e sarà gestita a livello centralizzato dallo  stesso Consiglio Nazionale del Notariato.

 

Commenti  

 
0 #1 E quindi costa meno?Calogero Bonasia 2010-06-26 18:14
Ottime notizie, con 2000 anni di ritardo iniziamo a muovere i primi stentatissimi passi verso la modernizzazione . Adesso mi chiedo, dato che i costi di custodia e trattamento sono ridotti, gli atti notarili costeranno di meno? O continueremo a finanziare i rolex e le partite di golf di queste "figure" a mio avviso, nel 2010, con gli strumenti informatici di cui disponiamo, del tutto "superflue"? Io credo che per il 99% delle "cose che si fanno da un notaio", basterebbe già un avvocato.
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