Avviso di selezione pubblica per titoli e prova orale per l’assunzione di n. 1 “addetto ai servizi informatici”, a tempo pieno ed determinato triennale, previo periodo di prova, da inquadrare nell’Area Amministrativa. (Inquadramento al III Livello del C.C.N.L. dei Lavoratori...
E' indetto un concorso pubblico, per esami, per il reclutamento di tre unità di informatici da inquadrare nella III area, fascia retributiva F1, da destinare agli Uffici della Corte dei Conti con sede in Roma.
Requisiti: laurea triennale in scienze e...
Concorso pubblico, per esami, per la copertura di n. 2 posti di Istruttore Informatico, categoria C, posizione economica C1, a tempo pieno e indeterminato, con riserva assoluta alle categorie dilavoratori di cui all'art. 1 della legge n. 68/1999 (norme per...
Selezione per figura Senior Business Consultant presso Lombardia Informatica.
Il collaboratore dovrà fornire consulenza strategica e di business sulle tematiche verticali della Socio-Sanità.
Requisiti di ammissione:
Laurea in Ingegneria, Economia e Commercio o Scienze dell’Informazione;
Percorsi di formazione professionale in ambito sanitario e socio-sanitario, su...
UPI Toscana ha indetto un avviso pubblico per la selezione di 20 giovani (2 per ciascuna delle 10 province della Toscana), da impiegare come formatori all'interno del Progetto TAG (Toscana Area Giovani).
Il bando è finalizzato a valorizzare al meglio i...
Avviso pubblico per il conferimento di n. 6 incarichi presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione dell'università e della ricerca, per soggetti estranei alla pubblica amministrazione.
Ambiti di esperienza e Aree di competenza:
Nuovi Media: nuove forma di comunicazione tra...
E' aperta una posizione nel gruppo di lavoro che fornisce servizi Database e Middleware al CERN, un'organizzazione internazionale che fa fisica delle particelle di stanza a Ginevra, Svizzera.
Direttamente dal sito del bando si legge: as Database Administrator in the Database...
Con una media di 550 mila unità al giorno, Android ha raggiunto il traguardo del 52,5% dei dispositivi mobili distribuiti a livello mondiale. Nel campo degli smartphone è il Sistema Operativo più diffuso con circa 200 milioni di attivazioni totali. La sua presenza sul mercato è quasi raddoppiata rispetto al 2010.
Uno studio di una società americana, asserisce che Android, essendo una piattaforma Open Source, semplifica la vita ai creatori di Malware, Spyware, e prodotti simili.
Il consiglio tecnico-commerciale per sistemare possibili problemi, derivanti da Malware, Spyware e cosi via, è che Google dovrebbe “copiare” la politica di Apple, iniziando a visionare tutte le Applicazioni pubblicate nel Market prima di dare l’OK.
Forse, però, il problema che più ci tocca da vicino è un altro: perdere lo smartphone o, peggio ancora, subirne il furto.
A prescidere dal fatto che sarebbe una spesa non piccola comprarne uno nuovo ma, soprattutto, perchè dallo smartphone è possibile spiare tutto quello che si fa su internet: le mail, le mail di Gmail, l'account Google in generale, il profilo ed i messaggi Facebook e tanto altro.
Si è svolta la sesta edizione di Open Mind. Una settimana di eventi organizzata dall’omonima Associazione come “Community” di esperti.
Fin dal 2005, OpenMind promuove in collaborazione con l'Amministrazione Comunale della Città di San Giorgio a Cremano, seminari di approfondimento sul tema del software libero e l’informatica consapevole. Nella splendida cornice di Villa Vannucchi, la sesta edizione ha visto la partecipazione di numerosi giovani e studenti, oltre che di professionisti di diverse attività, in un modo o nell’altro, legati ai temi affrontati.
Come dare una nuova vita a pc dismessi è stato l’argomento che ha portato decine di bambini a familiarizzare con vecchie schede di PC, recuperate per farne strumenti di creazioni artistiche. Le opere, frutto del recupero e del riciclo creativo, sono esposte nella mostra permanente “Trashwart” a cura del laboratorio TiRecupero.
Quest’anno circa 200 persone hanno preso parte al Linux Day 2011, l'evento organizzato dall'Associazione Nalug presso l'Istituto ITIS Righi di Napoli.
Dalle presentazioni dei relatori, trapela una sensazione di passaggio di consegne: una generazione che vive il mondo dell'informatica come un mondo nuovo lascia il passo a un'altra in cui software e pc sono più indispensabili delle pentole da cucina. Dall'energia alle comunicazioni, dai trasporti agli elettrodomestici, ogni momento della giornata è scandito da uno strumento informatizzato.
Giuseppe Aceto, junior researcher al dipartimento di Informatica e Sistemistica presso l'università Federico II e uno dei fondatori del Nalug, spiega: «se all'improvviso togliessimo il software dal mondo, non funzionerebbe più niente nella civiltà che conosciamo. Ogni strumento della nostra vita che ha bisogno di “intelligenza” fa uso di un software. Da questo discende l'importanza del sofware libero».
Linux e software libero divengono quindi strumento di libertà e opportunità etica. Su questo fronte l'associazione onlus Informatici Senza Frontiere racconta le proprie iniziative per diffondere le teconologie dell'informazione e della comunicazione in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. A Scampia, uno dei quartieri più degradati della città di Napoli, Informatici Senza Frontiere ha avviato un progetto per insegnare le basi dell'informatica a classi di bambini napoletani e rom, coniugando divertimento e finalità d’inclusione sociale.
Quando iniziai ad occuparmi di Linux e di open source nel 2001 l'unico antagonista del colosso microsoft nel campo dell'office era il pacchetto openoffice che, staccatosi da staroffice iniziava a muovere i primi passi. In quegli anni il logo della suite, pesante e monolitica era un globo azzurro con due gabbiani a simboleggiare la libertà dal software proprietario.
È quindi per me abbastanza buffo aprire l'evoluzione ultima di questo prodotto e trovarci la scritta ORACLE che nell'ultima release ha sostituito SUN. Sia chiaro, sono entrambi due aziende i cui interessi non necessariamente sono allineati con quelli della comunità open source, ma Oracle per me rappresenta qualcosa di più per il semplice fatto che appartengo a quella che chiamo la setta dei DBA ORACLE che, un po' come il mondo parallelo degli inservienti di scrubs, ha un modo molto particolare di porsi nei confronti dei database.
È qualche giorno che il google alert settato sulla parola chiave PostgreSQL mi inonda di link ad articoli, per lo più in italiano, che parlano dello spegnimento dei server dedicati alla buildfarm, un sistema applicativo per il test e la ricerca di bug su PostgreSQL in maniera automatizzata, da parte di Oracle.
Faccio una piccola divagazione a beneficio di chi non conosce le varie vicissitudini che hanno caratterizzato il mondo dei DBMS open source negli ultimi anni.
Fino al 2007 la Sun Microsystems ha investito molto nel database PostgreSQL sia in termini di supporto che di sviluppo offrendo alla comunità un gruppo di server applicativi per la suddetta buildfarm e ponendo il DBMS dell'elefante al centro di un pacchetto integrato che sembrava potesse mettersi in competizione con prodotti commerciali di grande caratura e costo.
Successivamente ci fu un dietrofront clamoroso e le attenzioni di Sun si concentrarono su MySQL culminando nell'acquisizione di MySQL AB. Nell'ultimo anno l'acquisto di Sun da parte di Oracle ha fatto si che MySQL stesso divenisse un prodotto di Oracle pur restando nella situazione anomala della doppia licenza GPL/Commerciale.
Personalmente dello spegnimento di questi server non mi importa nulla, anzi mi sembra una cosa alquanto normale visto che molto più di MySQL, che in tutta onestà non riesco a definire un Database Relazionale in senso ortodosso, PostgreSQL è un pericoloso concorrente della casa che produce il database per definizione.
L'adozione di software Open Source in azienda offre dei vantaggi ma spesso incontra qualche obiezione. Nella maggior parte dei casi le obiezioni sono facilmente aggirabili, ma non è detto che l'adozione di software Open Source sia esente da rischi.
In realtà, più che rischi legati al software in sè dovremmo parlare di "comportamenti a rischio" per possono far naufragare un progetto di migrazione verso il modello Open Source.
Provo ad evidenziare cinque di questi comportamenti.
Nel considerare l'adozione di un software Open Source di una certa rilevanza aziendale emergono spesso delle obiezioni da parte dei responsabili IT o da chi deve prendere la decisione finale.
Nella maggior parte dei casi queste obiezioni si ripetono e possono essere riassunte in cinque punti.
Ormai tutti parlano di software Open Source, magari a sproposito, ma il termine sta diventando, come dicono gli americani, mainstream.
Addirittura qualche produttore di software che fino a qualche tempo fa vedeva l'Open Source come il nemico da abbattere, ora sta timidamente affacciandosi a questo modo di intendere lo sviluppo e la distribuzione del software.
Ma perchè ad un'azienda dovrebbe convenire adottare un software Open Source rispetto ad un software proprietario?