Nell'ambito del progetto denominato "SOS badanti: la rete provinciale di sportelli per assistenti e collaboratori familiari” nell'ambito del programma "SAP - Servizi alla Persona" è stato pubblicato la Provincia di Bergamo ha pubblicato l'avviso per il reclutamento di una unità per incarico di...
Procedura comparativa per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa per un profilo senior di “Esperto di servizi e tecnologie cloud”, nell’ambito del progetto europeo “Open Dai” presso l' Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione...
Avviso di selezione pubblica per titoli e prova orale per l’assunzione di n. 1 “addetto ai servizi informatici”, a tempo pieno ed determinato triennale, previo periodo di prova, da inquadrare nell’Area Amministrativa. (Inquadramento al III Livello del C.C.N.L. dei Lavoratori...
E' indetto un concorso pubblico, per esami, per il reclutamento di tre unità di informatici da inquadrare nella III area, fascia retributiva F1, da destinare agli Uffici della Corte dei Conti con sede in Roma.
Requisiti: laurea triennale in scienze e...
Concorso pubblico, per esami, per la copertura di n. 2 posti di Istruttore Informatico, categoria C, posizione economica C1, a tempo pieno e indeterminato, con riserva assoluta alle categorie dilavoratori di cui all'art. 1 della legge n. 68/1999 (norme per...
Selezione per figura Senior Business Consultant presso Lombardia Informatica.
Il collaboratore dovrà fornire consulenza strategica e di business sulle tematiche verticali della Socio-Sanità.
Requisiti di ammissione:
Laurea in Ingegneria, Economia e Commercio o Scienze dell’Informazione;
Percorsi di formazione professionale in ambito sanitario e socio-sanitario, su...
UPI Toscana ha indetto un avviso pubblico per la selezione di 20 giovani (2 per ciascuna delle 10 province della Toscana), da impiegare come formatori all'interno del Progetto TAG (Toscana Area Giovani).
Il bando è finalizzato a valorizzare al meglio i...
Since several years we read about the internet 2.0 regarding the new social networks as Facebook and Youtube and the new ways to cooperate and collaborate on the net. But many people, intensive user of the new technology wonder which will be the next step also to be updated and to be able to plan the new investments on technology for themselves, for their families, for their assets or for their companies.
Let’s try, then, in this paper to define what has been internet 1.0, which is the identity of all the internet 2.0 applications and what is and when we should be expecting internet 3.0.
Internet 1.0 is made especially by bits, files and links that represent things and people: the typical example is the web page or the email with its attachments. Google itself is mainly a “network” representations of relations between files of “thing and/or people”.
Internet 2.0, instead, is made by people the are online and interact directly with their “digital presence” in a dialectic way with their “real presence” that get more value from the other “presence” in a bidirectional way: for example let’s think to Facebook or to Foursquare. New “real” relationship start in the “digital world web 2.0” as in Facebook, other old and “classic” relationship are renewed and became active thanks to the web 2.0: in fact, Facebook started exactly to allow to everyone to reconnect with his old friends of the university college.
Quando iniziai ad occuparmi di Linux e di open source nel 2001 l'unico antagonista del colosso microsoft nel campo dell'office era il pacchetto openoffice che, staccatosi da staroffice iniziava a muovere i primi passi. In quegli anni il logo della suite, pesante e monolitica era un globo azzurro con due gabbiani a simboleggiare la libertà dal software proprietario.
È quindi per me abbastanza buffo aprire l'evoluzione ultima di questo prodotto e trovarci la scritta ORACLE che nell'ultima release ha sostituito SUN. Sia chiaro, sono entrambi due aziende i cui interessi non necessariamente sono allineati con quelli della comunità open source, ma Oracle per me rappresenta qualcosa di più per il semplice fatto che appartengo a quella che chiamo la setta dei DBA ORACLE che, un po' come il mondo parallelo degli inservienti di scrubs, ha un modo molto particolare di porsi nei confronti dei database.
È qualche giorno che il google alert settato sulla parola chiave PostgreSQL mi inonda di link ad articoli, per lo più in italiano, che parlano dello spegnimento dei server dedicati alla buildfarm, un sistema applicativo per il test e la ricerca di bug su PostgreSQL in maniera automatizzata, da parte di Oracle.
Faccio una piccola divagazione a beneficio di chi non conosce le varie vicissitudini che hanno caratterizzato il mondo dei DBMS open source negli ultimi anni.
Fino al 2007 la Sun Microsystems ha investito molto nel database PostgreSQL sia in termini di supporto che di sviluppo offrendo alla comunità un gruppo di server applicativi per la suddetta buildfarm e ponendo il DBMS dell'elefante al centro di un pacchetto integrato che sembrava potesse mettersi in competizione con prodotti commerciali di grande caratura e costo.
Successivamente ci fu un dietrofront clamoroso e le attenzioni di Sun si concentrarono su MySQL culminando nell'acquisizione di MySQL AB. Nell'ultimo anno l'acquisto di Sun da parte di Oracle ha fatto si che MySQL stesso divenisse un prodotto di Oracle pur restando nella situazione anomala della doppia licenza GPL/Commerciale.
Personalmente dello spegnimento di questi server non mi importa nulla, anzi mi sembra una cosa alquanto normale visto che molto più di MySQL, che in tutta onestà non riesco a definire un Database Relazionale in senso ortodosso, PostgreSQL è un pericoloso concorrente della casa che produce il database per definizione.
L'adozione di software Open Source in azienda offre dei vantaggi ma spesso incontra qualche obiezione. Nella maggior parte dei casi le obiezioni sono facilmente aggirabili, ma non è detto che l'adozione di software Open Source sia esente da rischi.
In realtà, più che rischi legati al software in sè dovremmo parlare di "comportamenti a rischio" per possono far naufragare un progetto di migrazione verso il modello Open Source.
Provo ad evidenziare cinque di questi comportamenti.
Ormai tutti parlano di software Open Source, magari a sproposito, ma il termine sta diventando, come dicono gli americani, mainstream.
Addirittura qualche produttore di software che fino a qualche tempo fa vedeva l'Open Source come il nemico da abbattere, ora sta timidamente affacciandosi a questo modo di intendere lo sviluppo e la distribuzione del software.
Ma perchè ad un'azienda dovrebbe convenire adottare un software Open Source rispetto ad un software proprietario?
Nel considerare l'adozione di un software Open Source di una certa rilevanza aziendale emergono spesso delle obiezioni da parte dei responsabili IT o da chi deve prendere la decisione finale.
Nella maggior parte dei casi queste obiezioni si ripetono e possono essere riassunte in cinque punti.