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Server Linux: tutti i trucchi per farlo al meglio Stampa E-mail
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Area Tecnica - Amministrazione di Sistema
Scritto da GALLACCI.COM   

Volete fare un server Linux per la vostra impresa, ufficio o semplicemente per casa? Ecco una serie di indicazioni generali utili al consulente o all'utente finale per scegliere i componenti hardware, la distro e tutto quello che serve per realizzarlo da soli.

Prima Parte: l'Hardware

La scelta.

Quando si va a scegliere un server solitamente si parte dal valutare lo scopo per il quale verrà usato: sarà un file server, un mail server, un desktop server o un application server?

Essenzialmente però la differenza nell'uso si riduce a queste domande:

  1. Quanto dovrà essere prestante l'elaborazione?

    Un application server e un desktop server avranno bisogno di molta potenza di calcolo, a differenza di un file server e di un mail server che non richiedono elaborazioni veloci; la velocità di clock della CPU è secondaria rispetto al numero di core e alla cache di 2 livello; la velocità di clock delle RAM è fondamentale negli application server.

  2. Quanto veloce deve essere l'accesso ai dati?

    File server e mail server  trovano giovamento da dischi capienti e decentemente veloci, al contratio degli application server e dei desktop server - dove le prestazioni di accesso ai file vengono migliorate maggiorando la RAM; i dischi SAS hanno un vantaggio rispetto ai SATA solo nel caso di lettura /scrittura continua di nuovi dati e di RAM insufficente a fare la cache.

Detto questo, possiamo andare a vedere quello che offre il mercato - e qui anche il più esperto si perde in un mare di prodotti e sigle; tanto più che anche quando si conoscono fino in fondo le caratteristiche tecniche, non si ha mai la certezza del risultato finale, perchè l'ingegneria della motherboard, i BIOS e le periferiche possono avere caratteristiche nascoste o il tutto non andare d'accordo nell'insieme.

L'esperienza la fa da padrone: solo provando un certo modello ci si può rendere conto delle reali prestazioni - assodato di aver già fatto il tuning del proprio Linux per l'hardware in uso.

Mi permetto comunque di dare un opinione personale basandomi su 11 anni di esperienza nel settore, per quello che riguarda server entry level e di fascia media (1.000-6.000 euro al rivenditore):

IBM ha macchine inappuntabili, costruite a dovere e ben ottimizzate per le prestazioni più intensive; anche l'assistenza è ottima; sono i più cari e i pezzi usati nei server sono quasi sempre custom - se acquistate un server IBM quindi acquistate sempre anche l'assistenza per il periodo più lungo possibile; talvolta sulle macchine entry level i BIOS escono troppo presto (leggi: hanno qualche bug e bisogno di aggiornamento) e le macchine hanno spesso procedure  di intervento, come il reset di fabbrica, nascoste (leggi: non documentate, top secret).

Consigliati per application server e desktop server.

HP negli ultimi hanni produce server entry level economici (sotto i 1500 euro) imbattibili per il rapporto prezzo/prestazioni; sempre di più i loro server appaiono come assemblati, anche i modelli più costosi, con alcuni componenti custom e talvolta incompleti - sono rimasto un paio di volte senza parole difronte a un server da 4200 euro in cui mancava un connettore SAS da 25 euro per collegare i dischi forniti colla macchina. L'assistenza telefonica è ottima, quella presso il cliente fatta da ditte terze con compentenze tecniche medio-basse.

Il BIOS e l'integrazione dei componenti è ottima e difficilmente si possono aver problemi di installazione.

Consigliati per realizzare file server e mail server economici.

DELL ha cambiato negli anni molto le sue politiche: i primi server erano simili agli IBM, custom e fatti "con un solo pezzo", poi sono andati verso gli assemblati, poi verso gli assemblati con componentistica fatta in economia; l'assistenza nel passato era veloce e ben organizzata, ma da un paio d'anni non ho più avuto occasione di testarla. Stranamente su una dozzina di server da noi seguiti nove si sono rotti (alimentatori, motherboard) esattamente poco dopo finito il periodo di garanzia - un caso o contengono un meccanismo ad orologeria??

Il BIOS e l'integrazione dei componenti è buona, anche se talvolta ci sono problemi di installazione soprattutto sui controller disco.

FUJITSU produce anche server.

ACER prova a produrre server.

La configurazione

In base al tipo di lavoro che il server dovrà svolgere si andrà a intervenire sulla configurazione:

  • La RAM più ce n'è meglio è; in particolare per gli application server e i desktop server; nelle distribuzioni standard di Linux difficilmente però vengono usati più di 8 GB - si può ricorrere però alla ramdisk  per usare la RAM in eccesso come disco, con un guadagno notevole in prestazioni.

  • I dischi e la capacità: non troppo capienti, perchè quelli più capienti (es ad oggi i dischi da 1TB) solitamente sono anche quelli che si rompono prima perchè di prima produzione; esistono tre qualità dello stesso disco: se prendete un disco Seagate marchiato IBM, che costa 3, lo trovate anche OEM a prezzo 1 - ma la differenza c'è ed è dentro nella qualità (produzione di prima con testing e scarto).

    Da valutare con attenzione anche l'uso delle memorie a stato solito (CF, USB Pendrive),ma solo per l'installazione del sistema operativo.

  • I dischi e l'accesso: SATA o SAS? visto il rapporto prezzo/capacità indubbiamente SATA e ramdisk, a meno che non abbiate bisogno di letture/scritture continue di grosse quantità di dati (es grossi, cioè >1GB, database); le SSD sono ancora fuori portata.

  • I dischi e il controller: su server entry level e medi e/o con dischi SATA i controller hanno poco senso; il kernel di Linux fa già un ottimo lavoro di buffering e caching. Un salto di qualità si ottiene accoppiando controller buoni e dischi SAS; sì ai controller ServerRAID IBM con almeno 512MB, no ai controller economici LSI.

  • Il RAID: Linux fa molto bene le funzioni per il raid a livello di kernel, spesso meglio dei controller entry level; sì al RAID 1 e 10, no al RAID 5 (soprattutto sui controller ServerRAID 8k, che in molte occasioni hanno fatto piangere i clienti). Consiglio il mirroring per la semplicità e immediatezza del processo, che in caso di disaster recovery è un punto a favore rispetto al raid 5.

  • La CPU: maggiore il numero di core, meglio è, ma ancora più importante per applicazioni intensive è la cache L2; una differenza di 4MB (es da 8 a 12MB) può fare molto; il FSB e la velocità delle RAM sono direttamente correllati e hanno un influenza notevole nel calcolo generale, soprattutto nei desktop server.

  • La ethernet: attenzione a verificare il chipset della scheda di rete e se possibile la memoria; in particolare se acquistate schede multiporta per fa il bonding delle interfaccie, scegliete schede ethernet con chipset Intel e una buona quantità di RAM. Ad esempio nel catalogo HP la stessa scheda ethernet si trova con RAM diverse e le prestazioni sono molto differenti. Non usate schede multiporta sopra le 2 ethernet: lo slot PCI ne risente e il decadimento delle prestazioni con Linux è visible (a differenza di FreeBSD).

  • Gli slot di espansione: su un server dal piccolo budget l'espandibilità può essere importante, ma ha poco agio: è sempre limitata; infatti HP e IBM propongono le soluzioni blade per una vera scalabilità. Comunque se intendete inserire una scheda PCI Express, ad esempio una Sangoma per il VoIP, su un IBM fate molta attenzione agli interrupt e sperate che tutto funzioni; su un HP avrete più fortuna.

  • L'alimentazione: il doppio alimentatore può essere molto importante, ma evitatelo sui server più economici, perchè vengono montati alimentatori di scarsa fattura e non ne vale la pena. Su ACER e COMEX ho visto anche tre alimentatori (!), ma servono più per fare scena che per reale utilizzo - soprattutto perchè su questi server era sempre difettosa la motherboard.

  • La forma: rack, tower o blade? escludiamo il terzo, che richiede investimenti complessivi oltre il badget medio piccolo; rack o tower? in genere i tower a parità di prezzo forniscono maggiori prestazioni; attenzione agli IBM: le macchine a rack hanno spesso i dischi particolari, da 2,5''.

    Consiglio il rack per chi ha due o più server; superando i due server è conveniente la soluzione di un NAS e due server rack senza dischi.

Per ora abbiamo finito, nei prossimi articoli vedremo quale distribuzione usare ed i pacchetti software da installare e daremo anche un'occhiata al sistema di backup ed alle connessioni di rete. Stay tuned!

 

Dr Gabriele Gallacci - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Commenti  

 
0 #1 Concordo: Meglio IBM che HPCalogero Bonasia 2010-01-12 06:50
giusto ieri mi e' capitato di svolgere un intervento da un cliente... in sintesi e' bastato inserire un cavo di rete nella presa di controllo "consolle" per mandare all'aria un sistema... il problema non e' tanto del cliente, che sulla carta risulterebbe essere dotato di specialisti informatici assunti a tempo indeterminato e pertanto che godono di uno stipendio consistente e sicuro ogni fine mese... diciamo che li ammiro come posso ammirare chi vince alla lotteria... ma da HP non mi sarei mai aspettato (per modo di dire...) che mettessero due porte RJ45 (la ethernet e la porta consolle) una accanto all'altra tanto da indurre l'operatore all'errore cui ho assistito ieri
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