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Accostare il concetto di software libero all’immagine della Pubblica Amministrazione è in linea teorica molto semplice, ma in termini pratici non lo è per niente. Anzi, specialmente nella realtà italiana è molto difficile trovare degli esempi concreti di questo connubio.
La definizione di software libero, data nei primi anni ottanta da Richard Stallman, programmatore statunitense fondatore della Free Software Foundation (FSF), si basa su quattro principi di libertà, così enunciati:
- La libertà di eseguire il programma per qualunque scopo, senza vincoli sul suo utilizzo;
- La libertà di studiare il funzionamento del programma e di adattarlo alle proprie esigenze;
- La libertà di redistribuire copie del programma;
- La libertà di migliorare il programma e di distribuirne i miglioramenti.
Pertanto, un programma distribuito con una licenza che rispetti questi criteri è detto free software.
È possibile utilizzare il software libero nella nostra Pubblica Amministrazione?
Se n’è discusso nel convegno organizzato da UIL Campania, UILPA Campania, UIL SCUOLA Campania, UIL FPL Campania in collaborazione con l’Associazione OpenMind, ospitato nella spettacolare e prestigiosa Villa Vannucchi messa a disposizione dal Comune di San Giorgio a Cremano (Na).
Un’esauriente panoramica sulla storia del software libero e sull’open source esposta da Roberto Dentice, presidente APS “OpenMind”, ha permesso di chiarire il concetto, molto spesso confuso, che un software libero non è necessariamente gratuito e un software gratuito non è detto che sia libero. Com’è vero che gran parte del software libero è distribuita gratuitamente, è altrettanto vero che ci sono tanti programmatori che vivono della vendita e della manutenzione dei propri programmi. All’opposto, molti programmi proprietari (non liberi) sono distribuiti gratuitamente.
La chiave di volta è costituita dal tipo di licenza adottata. Una licenza di copyright è un documento legale annesso a ogni programma, che, appoggiandosi alle norme sul diritto d’autore, specifica i diritti e i doveri di chi riceve tale programma. Comunemente, le licenze sono proprietarie, ossia non rispettano le quattro libertà prima evidenziate. Al contrario, concedere all’utente le quattro libertà vuol dire distribuire un software libero.
Le licenze di questo tipo più utilizzate sono la BSD e la GNU GPL. La prima riflette l’idea del dono liberale, ossia, chiunque può fare ciò che meglio crede del programma; la seconda, attualmente la più utilizzata al mondo, riflette l’idea della cooperazione. Si concede ad altri la libertà di modificare e redistribuire il programma, ma costoro sono tenuti a concedere le stesse libertà sulle loro modifiche.
Il software libero è ampiamente diffuso in ambito accademico, industriale e fra gli appassionati, probabilmente perché richiede una buona cultura di base nel campo del software. La rilevanza economica è forse ancora ridotta, ma è in fortissima crescita negli ultimi anni. Questo fa presupporre che nel prossimo futuro si possa introdurre del software libero nella scuola e nella Pubblica Amministrazione.
Nei vari interventi dei relatori al convegno, si è sviluppato un dibattito su come affrontare questo cambiamento anche all’interno della P.A. L’assessore alla Ricerca Scientifica della Regione Campania, il prof. Guido Trombetti, ha posto il suo accento sulla necessità di una buona formazione non solo degli studenti universitari, ma anche degli impiegati delle amministrazioni. Il direttore generale dell’area metropolitana di Napoli dell’INPS, il dott. Ciro Avallone, ha auspicato una sinergia tra le varie istituzioni onde evitare inutili sprechi di energie, anche economiche, per confrontare e correlare i dati posseduti dai vari enti preposti.
Interessante, poi, l’intervento della dr.ssa Floretta Rolleri, Direttore generale del Ministero della Giustizia – ufficio gestione e manutenzione uffici giudiziari – che incoraggia l’introduzione del software libero nella propria amministrazione. A questo proposito ha illustrato l’avvio della nuova fondazione “Castelcapuano”: un polo di alta formazione post-universitaria per le professioni forensi e notarili. Questa fondazione è dedicata alla formazione dei magistrati e del personale amministrativo, con peculiare riferimento all’informatica giuridica (processo telematico, digitalizzazione e servizi connessi) e alla formazione di organismi di mediazione e conciliazione con riferimento alle normative dell’Unione Europea.
Il software si è ormai avviato a occupare un ruolo di primo piano nella nostra vita quotidiana, e le implicazioni dell’uso del software libero non sono soltanto tecniche ed economiche. La nostra libertà futura potrà dipendere anche dalla capacità che ognuno avrà di controllare il software, per questo motivo anche il software libero avrà un ruolo importante per la nostra libertà.
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