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A3I: cosa è e cosa si prefigge Stampa E-mail
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Scritto da Rodolfo Giometti   

Come ingegnere e come ingegnere dell'informazione non posso fare a meno di conoscere una serie di realtà che ruotano intorno al mio Ordine Professionale. Una di queste è A3I, una associazione di ingegneri dell'Informazione che porta avanti una serie di iniziative, tra cui una proposta di legge sulle «Norme sulla progettazione, direzione lavori, collaudo e gestione delle reti telematiche e di comunicazioni elettroniche, dei sistemi elettronici di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione, delle informazioni».

Oggi vi presento Enrico Bettini presidente dell'associazione. La mia non vuol essere una intervista (anche perché non sono un giornalista e non voglio rubare il mestiere a nessuno) ma, più semplicemente, una chiacchierata con l'Ing. Bettini per conoscere la sua associazione.

 

RG: Cos’è A3I, perché è nata e cosa si propone?

EB: A3I, ovvero l’Associazione Italiana Ingegneri dell’Informazione, è nata nel settembre 2009, per il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi nell’Ingegneria dell’Informazione, per esempio: la regolamentazione dei lavori nel settore ICT, quasi privo di ordinamento; la creazione di prezziari di riferimento regionali; “best practices” di progettazione, direzione lavori e collaudo; contratti specifici di categoria.

Senza regole, senza protocolli e senza procedure standard nessun settore può crescere in qualità e quantità: l’ICT non fa eccezione. In questo settore non esiste l’obbligo di seguire la prassi procedurale ingegneristica usuale, ossia: progettazione, direzione lavori, collaudo. Alcune società, le più serie ed affidabili, seguono ugualmente tale prassi anche se non obbligate perché, se si vogliono avere determinate garanzie, è inevitabile farlo.

Il problema serio è che in questo momento in Italia tutti possono auto proclamarsi esperti ICT ed occuparsi di un software per la gestione delle iscrizioni al circolo bocciofilo come del programma informatico che valuta la compatibilità di due persone per un trapianto di organi. Per alcuni settori particolarmente critici, a fronte dei quali derivano responsabilità civili e penali anche serie, è necessario avere garanzie sulla specifica competenza di chi ha progettato e realizzato quel sistema.

Il ruolo dell’Ingegnere dell’Informazione è quello di responsabile della progettazione dei sistemi informatici, della direzione lavori e del collaudo degli stessi. Questo ruolo, spalmato su tre responsabilità individuali, dà la massima garanzia sul buon esito dei progetti informatici e sul fatto che essi vengano realizzati al meglio, con scienza e coscienza, adottando tutte le misure di sicurezza e salvaguardia della privacy. Questa maggiore garanzia di successo dovrebbe indurre un soggetto, privato o pubblico, ad investire con tranquillità nel comparto ICT e quindi contrastare l’attuale crisi del settore.

RG: A chi si rivolge la sua associazione?

EB: In A3I possono confluire docenti, liberi professionisti e dipendenti,   la nostra sfida comprende anche il fronte sindacale di categoria, ed è quella di coniugare aspetti contrattuali diversi con accordi o declaratorie  di settore. Sono ipotizzabili, per esempio, le seguenti suddivisioni: Produttivo (industria e/o artigianato), Ricerca Università e Scuola , Servizi Avanzati (attività commerciali, internet, medicina, sicurezza, telecomunicazioni, informatica, infrastrutture

RG: Quali sono gli scopi di A3I?

EB: Lo sforzo di A3i è quello di voler  modulare l'azione  degli ingegneri dell’informazione e la loro professionalità, riconosciuta da una Laurea, dall' Esame di Stato e dall’iscrizione all’Ordine professionale che garantisce il rispetto del codice deontologico, in analogia a quanto già avviene per giornalisti, medici, avvocati, commercialisti, notai ecc.. Gli ingegneri di A3I vogliono aumentare il loro contributo per  l'evoluzione positiva del nostro Stato, per favorire l’innovazione e la competitività, ormai fattori chiave per il successo di una nazione.

Non tutti possono fare tutto: alcune prestazioni non possono essere erogate da chiunque, ma solo da chi offre le garanzie di preparazione e professionalità che solo l'iscrizione agli Ordini garantisce: un mercato senza regole crea disagi e disservizi ai cittadini che possono così trovarsi inconsapevolmente al cospetto di soggetti privi dei necessari requisiti per erogare la prestazione richiesta secondo standard ottimali e nel rispetto di sicurezza e privacy.

E’ per questo che A3I intende rivolgersi a tutti coloro che hanno a cuore l’avvenire del “sistema Italia”, la sua innovazione e la sua competitività, il benessere delle giovani generazioni quanto mai incerto nel futuro.

A3I vuole confrontarsi con chi ha le maggiori responsabilità nella guida del Paese: leader politici, autorità pubbliche, opinion maker, giornalisti, industriali, intellettuali, etc.; l’associazione ha già avuto l’attenzione del Presidente dell’Autorità per la Vigilanza Contratti Pubblici ed è stata recentemente ascoltata dall’Onorevole Maria Grazia Siliquini, relatore al Parlamento sulla riforma delle professioni.

RG: Cosa avete fatto ed ottenuto fino ad oggi?

EB: Il percorso non è però facile perché vi è scarsa sensibilità alla questione: quanto si propone viene considerato un aggravio di costi e non, com’è in realtà, un risparmio sui progetti nel loro complesso e un notevole vantaggio sulla loro qualità, affidabilità, efficienza, manutenzione, sicurezza e salvaguardia della privacy. Spesso, quello che appare un vantaggioso risparmio iniziale, si rivela illusorio e causa del fallimento del progetto o, comunque, di un aumento enorme dei costi di manutenzione nel corso della vita operativa di quanto progettato.

Dal punto di vista legislativo A3I sostiene la proposta di legge dal titolo “Norme sulla progettazione, direzione lavori, collaudo e gestione delle reti telematiche e di comunicazioni elettroniche, dei sistemi elettronici di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione, delle informazioni”, messa a punto anche con soggetti esterni ad A3I e meglio nota come proposta di legge sui Sistemi Informatici che, quanto prima, sarà proposta ai Presidenti dei Gruppi  parlamentari e ai Presidenti delle Commissioni per chiedere  la sottoscrizione e far partire l'iter parlamentare. Il testo completo si trova su www.a3i.it.

RG: E quali sono gli obiettivi di questa proposta di legge?

EB: Gli obiettivi della proposta di legge sono i seguenti:

  • Mettere regole in un mondo senza regole.
  • Imporre controlli e metodologie standard sui lavori ICT, con l’individuazione di responsabilità personali facilmente individuabili per ognuna delle tre fasi della prassi procedurale ingegneristica, ovvero: progettazione (in tutte le sue forme), direzione lavori e collaudo finale.
  • Rendere obbligatoria la registrazione dei lavori e dei responsabili negli elenchi di un apposito ufficio governativo. Dare garanzie sul fatto che ogni lavoro venga svolto secondo lo stato dell’arte, in scienza e coscienza rispettando la deontologia professionale, sotto la responsabilità di ingegneri dell’informazione, figure terze, neutre e di garanzia, rispetto a committenti e ditte appaltatrici.
  • Implementare la massima sicurezza per l’incolumità dei cittadini e la salvaguardia della loro privacy.
  • Obbligare a produrre documentazione secondo standard ben precisi, con conseguente facilità di manutenzione e riduzione della dipendenza funzionale del committente nei confronti di chi ha materialmente eseguito i lavori.
 

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