Concorso pubblico, per esami, per la copertura di n. 2 posti di Istruttore Informatico, categoria C, posizione economica C1, a tempo pieno e indeterminato, con riserva assoluta alle categorie dilavoratori di cui all'art. 1 della legge n. 68/1999 (norme per...
Selezione per figura Senior Business Consultant presso Lombardia Informatica.
Il collaboratore dovrà fornire consulenza strategica e di business sulle tematiche verticali della Socio-Sanità.
Requisiti di ammissione:
Laurea in Ingegneria, Economia e Commercio o Scienze dell’Informazione;
Percorsi di formazione professionale in ambito sanitario e socio-sanitario, su...
UPI Toscana ha indetto un avviso pubblico per la selezione di 20 giovani (2 per ciascuna delle 10 province della Toscana), da impiegare come formatori all'interno del Progetto TAG (Toscana Area Giovani).
Il bando è finalizzato a valorizzare al meglio i...
Avviso pubblico per il conferimento di n. 6 incarichi presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione dell'università e della ricerca, per soggetti estranei alla pubblica amministrazione.
Ambiti di esperienza e Aree di competenza:
Nuovi Media: nuove forma di comunicazione tra...
E' aperta una posizione nel gruppo di lavoro che fornisce servizi Database e Middleware al CERN, un'organizzazione internazionale che fa fisica delle particelle di stanza a Ginevra, Svizzera.
Direttamente dal sito del bando si legge: as Database Administrator in the Database...
Indetto pubblico concorso, per titoli ed esami, per la copertura di un posto di collaboratore tecnico professionale esperto - Ingegnere - Cat. DS presso il centro di riferimento oncologico della Basilicata in Rionero in Vulture (PZ).
Indetta una pubblica selezione concorsuale per titoli a n. 1 posto per l'accesso, a tempo indeterminato, nella Pianta Organica dell'Autorità Portuale di Catania di Operatore esecutivo polifunzionale di settore tecnico/amministrativo, con inquadramento livello 5° del CCNL dei Lavoratori dei Porti.
Chi sta per iniziare l'avventura del libero professionista, tra le varie cose a cui pensare, una delle più sofferte è senz'altro quella relativa alla tariffa da applicare.
Esistono diverse metodologie da usare per stabilire una tariffa:
rivolgersi ad uno o più colleghi che già fanno il nostro stesso lavoro;
rivolgersi ad un ordine di appartenenza (per chi ce l'ha);
provare a cercare in rete o in qualche mail list.
queste però o si basano su elementi non oggettivi o su un gruppo molto ristretto di casi. Ebbene, con questo mio articolo, sfruttando il nostro Elenco dei Professionisti e Consulenti ICT voglio cercare di dare una idea un po' più chiara su come sono dislocate le tariffe dell'ICT sul territorio italiano.
Di tanto in tanto le pubbliche amministrazioni (ed in particolare comuni, provincie, ecc.) fanno un avviso pubblico per la formazione di elenchi di professionisti per il conferimento di incarichi professionali di imposto stimato inferiore a 100.000€ secondo gli articoli 90 e 91 el decreto legislativo 163 del 12 aprile 2006.
Questi incarichi possono interessare la progettazione, la direzione dei lavori, la coordinazione della sicurezza in fase di progettazione e/o di esecuzione dei lavori, il collaudo tecnico, ecc. di una serie di lavori a cui le pubbliche amministazioni posso essere interessate.
Fino ad ora non avevo mai preso in considerazione questi avvisi perché li pensavo (sbagliando) rivolti alle opere del settore civile (fabbricati, scuole, strade ecc.) ma, in realtà, le pubbliche amministrazione hanno anche bisogno di lavori che riguardano il settore dell'informazione, e allora perché non iscriversi?
Ecco alcuni consigli pratici sulle modalità di iscrizione e su come far presente alle varie pubbliche amministrazioni che hanno l'obbligo di iscrivere in questi elenchi anche noi professionisti del terzo settore!
«Accidenti! Tutti quei soldi per un lavoretto di pochi minuti?».
Questo accade quando non si capisce (o non si vuol capire) il valore del lavoro degli altri e si tende a sottovalutare la prestazione di un professionista (consulente o no). Purtroppo questa sottovalutazione avviene molto spesso e, per chi inizia a fare la libera professione, molte volte si rivela in un vero e proprio sfruttamento di ottime competenze a buon mercato.
Per darvi un'idea sul come comportarvi vi dirò che, nel mio caso, quando mi sento dire la fatidica frase riportata qui sopra, inizio a raccontare una parabola...
In questo mio articolo dicevo come diventare CTU del tribunale, ma, uno dei motivi di mia enorme frustrazione, era il fatto che credevo che un CTU non potesse rifiutare un incarico!
Il CTU del Tribunale altri non è che il Consulente Tecnico d'Ufficio, cioè il Perito nominato dal Giudice per aiutarlo su question ipuramente tecniche nella celebrazione del Processo.
E' da qualche tempo che mi sto interessando a questa materia (Computer Forensic o Informatica Forense in italiano) del tutto nuova per me che lavoro tra sistemi embedded e robot; ma che ho scoperto essere molto interessante ed istruttiva! In fin dei conti mi son detto: «può darsi che quello che so in ambito industriale, magari può servire ad un giudice» e quindi mi sono deciso a fare il grande passo dell'iscrizione agli elenchi del Tribunale.
Poiché nel nostro ordinamento è previsto il Processo Penale e Civile, di elenchi ve ne sono due: uno per le cause penali e uno per le cause civili. Io ho deciso di iscrivermi ad entrambi ma è possibile anche decidere di iscriversi a solo uno di essi.
Ma andiamo con ordine e vediamo cosa bisogna fare per fare questa iscrizione.
Per prima cosa vi consiglio di recarvi nel Tribunale della vostra città per chiedere informazioni sulle modalità di registrazione, infatti pare che ogni Tribunale adotti regole proprie. A Lucca, la mia città, le modalità sono le seguenti.
Dovete presentare due domande separate: una per la parte Civile e una per la parte Penale (naturalmente se volete fare entrambe le cose) e la documentazione richiesta è la seguente:
autocertificazione dell'atto di nascita;
autocertificazione del certificato di residenza nella circoscrizione del Tribunale (non è possibile infatti essere CTU di un tribunale se non si risiede nella sua circoscrizione);
certificato generale del Casellario Giudiziario;
titoli e documenti per dimostrare la soeciale capacità tecnica (copia del titoliodi studio, corsi, curriculum vitae, ecc.).
Per quanto riguarda il Casellario Giudiziario sentite sempre in Tribunale come fare ad ottenerlo, io son dovuto andare in un altro ufficio e far domanda (dopo una settimana ce lo avevo), per gli altri documenti si fa abbatanza presto a produrli perché si fanno da sè.
Una volta pronti tutti i documenti (e le marche da bollo - informatevi ancora una volta per gli importi) presentate la domanda in Segreteria Generale (o nell'ufficio designato dal vostro Tribunale) ed aspettate che le commisioni (quella Civile e quella Penale - a seconda delle domande presentate) decidano se siete idonei a diventare CTU!
Due note finali:
a me hanno detto che la mia domanda (presentata oggi 11/11/2009) avrà presumibilmente risposta a metà 2010! O_o
una volta iscritti ad una lista (Civile o Penale) c'è da pagare una Tassa di Concessione Governativa di 160€ (naturalmente per ogni domanda prresentata);
dati i tempi biblici per ottenere una risposta, vi consiglio di studiare un po' nel frattempo in modo da non essere del tutto sprovveduti quando verrete chiamati dal Giudice (basta cercare in rete un buon libro di Computer Forensic).
Mi sono imbattuto in un interessante programmino che permette di calcolare la parcella di un CTU secondo le vigenti normative: Legge 08/07/1980 n°319 e DM 30/05/2002.
Basta andare sul sito degli Ingegneri Romani e cliccare su «CTU» nel menu «Tematiche» (purtroppo non posso dare il link diretto poiché trattasi di un menu implementato in java). Una volta fatto il click, nella pagina centrale appare il link al «Foglio di Calcolo». Basta riempire le caselline et voilà, il calcolo è fatto!
Una volta calcolato l'importo, se siete ingegneri iscritti all'Ordine, potete cliccare sul link per il «Calcolo della Parcella» (in alto nella pagina) per vedere come si compone una parcella dato un certo importo.
Molte volte durante le mie navigazioni ho notato delle informazioni su come diventare consulente informatico, ma di risposte ce ne sono ben poche, anche se basterebbe andare da un commercialista e chiedere chiedere chiedere... altre volte, invece, l'occasione ci porta ad affrontare questa situazione in maniera diretta, vedasi un'assunzione.
Di seguito vi presento la mia esperienza, ma sarei ben felice di creare una piccola guida (fruibile on-line) sulle varie possibilità e strade da seguire per diventare un consulente informatico.
La mia esperienza parte da un diploma in Ragioniere Programmatore e tanta passione per l'ICT, naturalmente la strada non è stata facile poiché trovare un impiego al giorno d'oggi non è cosa da niente nella realtà in cui vivo.
Il campo dell'ICT, seppur vasto, trova degli ostacoli nell'accesso al mondo del lavoro, parlo della mia esperienza e degli innumerevoli colloqui che ho dovuto sostenere al quale le risposte erano sempre le stesse:
le faremo sapere...
ho visto il suo curriculum, ma quanti anni d'esperienza ha?
Certo trovare una risposta alla prima affermazione penso sia molto facile, la seconda invece mi è sembrata più oggetto di studio.
Come possiamo fare esperienza noi che partiamo solo dalla base “teorica”?
Ma tralasciando queste breve parentesi sullo start-up e soffermandoci sul cuore dell'articolo, supponiamo di aver trovato un'azienda che ci offre la possibilità di lavorare su un progetto, ma non possediamo la partita IVA, come fare? Semplice, possiamo usare il contratto a progetto!
Mediante questo tipo di contratto, stipulato tra le parti, vengono definite:
il progetto da seguire;
la durata del progetto;
il compenso economico;
la modalità di pagamento;
concluso l'iter con l'azienda, si passa all'apertura da parte del lavoratore di una particolare posizione nei confronti dell'INPS, e cioè l'iscrizione allagestione separata.
Questa particolare posizione tutela il collaboratore nei confronti del sistema pensionistico, basta quindi recarsi presso l'INPS con il progetto firmato da entrambe le parti e compilare un semplice modulo, dove in allegato troverete una tabella con dei codici che identificano il lavoro che si andrà a svolgere. Per maggiori informazioni riguardo la gestione separata vi rimando al link dell'INPS.
Vorrei ora precisare un paio di cosette per quanto riguarda il lato economico e le modalità di pagamento presenti nel contratto.
Le modalità di pagamento vengono scelte nel contratto (bonifico, ecc.), ed è importante anche sapere che esiste la possibilità di decidere la cadenza dello stesso (mensile, trimestrale, ecc.); inoltre bisogna considerare che non è prevista la tredicesima, quindi bisognerà tener conto durante il patteggiamento del compenso economico e prevedere pure la possibilità di inserire il rimborso spese carburante (magari con tariffario ACI, per progetti che prevedono spostamenti) e spese varie sostenute per conto dell'azienda nell'espletare il proprio lavoro.
Direi che è tutto, in definitiva quindi, mediante questa tipologia di contratto e con la gestione separata dell'INPS, abbiamo la possibilità di essere consulente informatico senza partita IVA, naturalmente come in tutte le situazioni abbiamo i pro e i contro, ma questa è un'altra storia...
Per iniziare a fare il consulente informatico partendo da una laurea in Ingegneria Informatica (o similare) le possibilità possono essere molte. Quella che ho scelto io è di iscrivermi all'Ordine degli Ingegneri della mia città e di prendere la partita IVA. Intendiamoci, non dico che questa è la cosa migliore da fare, dico solo che è quello che ho fatto io.
Molto spesso ci troviamo a dover fare dei preventivi di spesa per dei lavori che ci vengono offerti.
In alcuni casi, e per lavori standard e/o ripetitivi, la cosa è abbastanza semplice (per lo più quando si ha anche un po' di esperienza alle spalle), ma in molti casi, e sopratutto per lavori molto grossi, la faccenda si complica e fare quella stima non è per niente banale.
Se dipendesse da noi la risposta sarebbe sempre quella di fare il lavoro a «consuntivo», ma i nostri committenti molto spesso non ci sentono da quell'orecchio e spingono per ottenere un «preventivo» (sbagliando perché nella maggior parte dei casi risparmierebbero, lo dico per esperienza personale :).
Che fare?
Ok, innanzi tutto nessun «panico da stima», poi, prima di rispondere la questa domanda, lasciatemi precisare cosa si intende per «lavoro a consuntivo» e per «lavoro a preventivo» (magari non è chiaro a tutti).
Un lavoro a consuntivo è un lavoro che voi eseguite e, mentre lo fate, vi tenete conto del tempo che impiegate e, alla fine, vi farete pagare in maniera proporzionale secondo una retribuzione oraria o giornaliera che avrete stabilito all'inizio col committente. Mentre, un lavoro a preventivo è un lavoro che, indipendentemente dal tempo necessario per svolgerlo, vi verrà restribuito con una certa cifra fissa, anch'essa concordata all'inizio col committente.
E' ovvio che nel caso di un consulente che ha poca esperienza alle spalle, riuscire a quantificare quanto tempo ci vorrà per effettuare un dato lavoro non e una operazione banale; ma non preoccupatevi, se la cosa vi può consolare non lo è neppure per uno «navigato»! Fatte salve, ovviamente, alcune eccezioni. Infatti vi accorgerete ben presto che in alcuni casi è abbastanza facile fare quella stima temporale con un buon margine di errore.
Al momento però ci troviamo nel dilemma di non poter quantificare quella quantità temporale; come fare? Semplice, proponendo al vostro cliente uno «Studio di Fattibilità».
Lo studio di fattibilità non è altro che un lavoro preliminare che noi proponiamo al committente per poter quantificare e/o stimare quanto tempo e/o risorse dovremmo impiegare per fare il lavoro che ci è stato richiesto. Naturalmente lo studio di fattibilità non si fa gratuitamente, ma ci se lo fa pagare ad una tariffa ridotta.
Perché offrire lo studio di fattibilità ad un cliente? Semplice perché altrimenti dovrete necessariamente scegliere tra fare una stima molto abbondante del tempo necessario per fare il lavoro richiesto oppure rifiutare il lavoro del tutto.
Una regola abbastanza condivisa tra i consulenti per fare la stima temporale è quella di farsi un'idea del tempo necessario per svolgere il lavoro, in un qualche modo, e poi moltiplicarla per 2 ed aggiungere in fine un ordine di grandezza. Esempio: stimate 1 ora? Bene dite 2 giorni. Stimate 2 giorni? Dite 4 settimane; e così via. Sembra esagerato ma non lo è perché ci dovete conteggiare tutto ciò che vi può far ritardare nella consegna: malattie, rotture degli strumenti di lavoro e altre sfighe che, vi assicuro, capiteranno! :)
Lo studio di fattibilità invece è un ottimo strumento per poter dare una stima più seria del lavoro da fare al cliente il quale, seppur pagandovi un anticipo per un lavoro che ancora non avete fatto, si sentirà rassicurato da questa indagine. Infatti, molto spesso, grazie a questo studio possono uscire fuori una serie di osservazioni e/o suggerimenti che il vostro cliente potrà riutilizzare in futuro anche se il lavoro non ve lo dà più.